Puntare sull'istruzione:
il rimedio per stimolare l'economia

Il tema di un dibattito nell'aula magna dell'università di Sassari
L'occasione offerta dal nuovo libro del vice-direttore della Banca d'Italia

18-05-2010 | Economia | Lara Gargano

Ignazio Visco

L'importanza della cultura come fattore di crescita economica è il tema centrale di "Investire in conoscenza", il nuovo libro del vice-direttore della Banca d'Italia Ignazio Visco, presentato stamane nell'aula magna dell'università di Sassari. L'occasione ha fornito lo spunto per un dibattito in materia cui hanno partecipato tra gli altri, specialisti degli atenei Sassari, di Cagliari e del Centro ricerche economiche nord-sud.

"Studiare per rendere" sintetizza, secondo Visco, la politica, invalsa nei Paesi sviluppati, di investire nel capitale umano, ossia nella conoscenza, per accrescere la produttività. Un meccanismo che mal funziona in Italia dove la bassa crescita economica è accompagnata da livelli di istruzione inferiori rispetto alla media europea: meno 25 punti nella scuola secondaria, meno 15 nell'università. Un gap qualitativo che spiega lo scarso rendimento dei titoli di studio, per cui chi fa ingresso nel mondo del lavoro con una laurea non ottiene una retribuzione adeguata. A monte c'è l'impossibilità per le aziende di accertare l'efficienza dei nuovi assunti data l'inaffidabilità dei titoli di studio. Il voto sulla carta non corrisponde alla competenze effettive, rivelano i test standardizzati OCSE Pisa. Sistemi di valutazione troppo generosi, soprattutto al sud, non incentivano l'impegno nello studio e la conseguenza si paga sul mercato del lavoro.

  • Ignazio Visco

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