LONDRA - Alcuni pterosauri volanti, cioè dinosauri con le ali, preferivano la terraferma al cielo. È questa la scoperta fatta dagli scienziati dell’università britannica di Portsmouth e pubblicata sulla rivista scientifica Public Library of Science One. Fino a questo momento i paleontologi pensavano che tutti i dinosauri volanti fossero come gli uccelli marini di oggi: predatori simili ai gabbiani o ai pellicani, che sorvolavano laghi e oceani in cerca di cibo.
A smentire le vecchie convinzioni degli scienziati gli studi fatti da Mark Witton e Darren Naish sulle ossa e sull’anatomia dei fossili di una specie di pterosauri, gli azhdaquidos, che devono il loro nome alla parola uzbeca che significa dragone. I due paleontologi dell’università di Portsmouth assicurano che questi dinosauri volanti andavano in cerca di cibo sulla terraferma dove “catturavano animali e ogni genere di preda”.
Secondo la ricerca la forma allargata del cranio di questa specie era grande quasi due metri e ciò la rendeva adatta a catturare le sue prede sul suolo. Anche la forma del collo è caratterizzata da una rigidità che “somiglia al modello dei predatori terrestri”. I reperti di pterosauro, risalenti a 220 milioni di anni fa, fanno pensare che questi animali potessero raggiungere un’apertura alare di 18 metri. Per fare un confronto basti pensare che uno degli uccelli viventi più grandi è l’albatros, che ha un’apertura alare di circa 3,5 metri.