È stata come il volo
di un'aquila dalle ali tarpate la parabola discendente di Renato Soru al governo regionale. Un percorso politico intrapreso con forza, lungimiranza, e prematuramente
interrotto. L'immagine è evocata nel libro di Antonello Licheri, "Il breve
volo. Il presidenzialismo carismatico di Renato Soru", presentato giovedì scorso alla
Camera di commercio di Sassari.
L'ex consigliere regionale del PRC ha offerto lo spunto per
un dibattito a più voci su meriti ed errori della precedente amministrazione
regionale. A coordinare i vari interventi il giornalista Pasquale Porcu.
La prospettiva è
quella di un politico che durante la tredicesima legislatura ha svolto un ruolo di primo piano in
Consiglio regionale, per poi rompere con Soru nel 2007, al seguito di metà Rifondazione
e di altri gruppi.
Del fondatore di Tiscali, Licheri ha sottolineato il carisma
travolgente, tale da avere una deriva presidenzialista definita "cesarismo": una
prassi di governo connotata da un decisionismo esasperato e dall'insofferenza
alle critiche. Il risultato è stato l'allontanamento di alcuni elementi della
giunta e di molti alleati. Dietro il suo fallimento - aggiunge - ci sarebbe "un sistema
politico improprio, basato sull'elezione diretta delle cariche monocratiche,
che andrebbe corretto con una maggiore assunzione di competenze da parte delle
assemblee legislative".
L'attenzione si è poi
rivolta agli atti più significativi di Soru, nell'ordine in cui sono stati sviluppati nel libro: l'approvazione
della riforma statutaria è considerata da Licheri "una scorciatoia istituzionale" che
ha sopperito alla mancata riscrittura dello statuto sardo.
Molti i meriti riconosciuti a Soru in campo energetico, soprattutto
per i vincoli posti all'impianto delle centrali eoliche, "una scelta che tuttavia
cozza con la proposta di costruire il termovalorizzatore ad Ottana o a Porto
Torres".
Positiva anche la battaglia sostenuta contro le servitù militari,
risoltasi con la partenza degli Americani dalla Maddalena. L'errore di Soru sarebbe
stato "l'aver attribuito esclusivamente a sé una conquista che è invece frutto di
una lotta annosa".
Suscita interrogativi anche la legge Salvacoste. Un provvedimento
che ha fatto apparire Soru come lo strenuo difensore dei litorali sardi contro
la cementificazione sfrenata. Il capogruppo del Pd Mario Bruno si chiede al proposito?
"E' davvero merito suo o c'è il Consiglio regionale con la commissione urbanistica
ad aver svolto la sua parte fino in fondo?"
Alla luce dell'eredità
lasciata da Soru al centrosinistra, l'auspicio di Licheri è che si faccia
tesoro degli aspetti positivi, ma soprattutto che non si ripetano gli errori commessi:
"La politica non è fatta di autoreferenzialità ma di coinvolgimento, nel rispetto
delle altre istituzioni", ha detto l'autore.