A condurre l'inchiesta sui «Grandi Eventi» sarà la procura della repubblica di Roma perché il tribunale di Firenze non ha le competenze a giudicare dell'appalto sulla scuola marescialli. Lo ha deciso la corte
di cassazione accogliendo i ricorsi dei legali di alcuni imputati: Guido
Cerruti, l'ex procuratore alle opere pubbliche toscane Fabio De Santis e l'imprenditore
Francesco Piscicelli.
Il processo sarebbe dovuto cominciare il 15 giugno, ma ora si riparte
quasi da zero e per gli imputati ancora in carcere, Balducci e De Santis, dovrà
essere emessa da Roma una nuova ordinanza di custodia cautelare.
Esautorato dunque l'ufficio giudiziario fiorentino, da due
anni titolare dell'inchiesta. Il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi dichiara
di aver confidato nel fatto che il gip e poi il riesame avevano riconosciuto la
competenza della procura toscana. A loro avviso, c'era la prova che la corruzione
fosse avvenuta a Firenze tra l'imprenditore Riccardo Fusi e Piscicelli,
considerato un intermediario dei Romani Balducci e De Sanctis. Ma i difensori
di quest'ultimo hanno fatto ricorso alla Suprema Corte circa l'impossibilità della
corruzione «per conto di terzi». Il verdetto ha dato loro ragione.