Pomigliano: la Cisl è ottimista
sull'esito del referendum

In gioco la continuità produttiva dello stabilimento campano
I lavoratori della Fiom-Cgil voteranno no

21-06-2010 | Economia | Lara Gargano

stabilimento Pomigliano

L'ipotesi di "un piano C" ventilato dalla Fiat per Pomigliano "non è sul tavolo", e se il referendum di domani avrà un ampio consenso, l'azienda torinese "non avrà più alibi e dovrà avviare gli investimenti subito e richiamare la gente al lavoro". Lo ha dichiarato il segretario della Fim Cisl, Giuseppe Farina, richiamando un punto toccato nella trattativa che ha portato alla proclamazione del referendum di domani: una consultazione in cui i cinquemila lavoratori di Pomigliano d'Arco sono chiamati a esprimersi sull'accordo che prevede, tra l'altro, l'investimento di settecento milioni di euro per ristrutturare lo stabilimento campano e per spostare dalla Polonia alla Campania la produzione della Nuova Panda. Sull'unanimità del consenso potrebbe incidere la mancata sottoscrizione dell'accordo da parte della Fiom-Cgil, che ne ha contestato i profili di costituzionalità per gli aspetti legati al diritto di sciopero a al contrasto all'assenteismo. Il pericolo - come ha ribadito l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne - è che qualora la consultazione non ottenesse un successo consistente, lo stabilimento campano chiuderebbe, condividendo la sorte di Termini Imerese che si fermerà nel 2011. Intanto i lavoratori dello stabilimento siciliano sono in agitazione da stamane, per chiedere che sia riaperto il tavolo delle trattative sul loro futuro.

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