Il Pdl sardo si mette in discussione sia in casa che sulla penisola
per superare la crisi interna. Le cause della sconfitta alle provinciali sono
state al centro dell'attenzione dei coordinatori regionali riunitisi ieri a
Cagliari. Quasi contemporaneamente, ad Arcore, Silvio Berlusconi nominava supervisore
del Pdl sardo, il senatore Romano Comincioli.
A lui il compito di rilanciare il partito ed eventualmente
rinnovare la classe dirigente, in nuove vesti che di fatto lo pongono al di
sopra dei dirigenti regionali che pur conservano la carica.
Niente di risolutivo è stato invece deciso durante la riunione
nel capoluogo sardo, presieduta dal direttivo regionale - 60 rappresentanti -, con il presidente della Regione Ugo Cappellacci.
La mozione conclusiva, non votata dall'intera assemblea, chiede
al Pdl di assumersi le responsabilità di una sconfitta "su cui hanno pesato le divisioni
e le laceranti polemiche interne, emerse a livello regionale e nazionale da
molti mesi. Si respinge - tra l'altro - qualsiasi iniziativa per richiedere il
commissariamento dei vertici regionali". A loro, si legge, è confermata "la massima
fiducia".