Una passione smodata per il cinema e la nostalgia per la terra natia sono gli imperativi di vita del protagonista di Arturo torna dal Brasile, il documentario fuori concorso proiettato ieri sera nel cortile della facoltà di Scienze politiche a Sassari per inaugurare la quinta edizione del Sardinia film festival. Il cortometraggio, che con l'eccellente regia del sardo Marco Antonio Pani ha vinto nel 2009 il concorso "Storie di emigrati sardi", racconta la singolare vicenda dell'algherese Arturo Usai. Sua è la voce narrante, arricchita dalle testimonianze di chi col fiato sospeso ha seguito le insolite scelte di vita di un medico dentista, oggi 93enne: nel vuoto lasciato dalla Seconda Guerra Mondiale, Arturo si ritrova tra le mani una laurea in medicina e l'arte cinematografica, appresa e Roma e consolidata immortalando scenari urbani segnati da morte e miseria. Decide di seguire le orme del fratello, e sbarca così a Rio de Janeiro. Passando dai documentari ai film commerciali, Arturo vive una brillante carriera. Ma negli anni '60, di fronte alla crisi del cinema sotto l'incalzare della TV, decide di ritornare sui propri passi. La nostalgia per le sue radici lo riporta ad Alghero dove trascorrerà una vita tranquilla come medico dentista.
Due strade diversissime hanno segnato la movimentata esistenza di questo personaggio. In omaggio alla carriera artistica, il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau gli ha consegnato l'attestato d'iscrizione al club d'onore della Federazione italiana dei cineclub.