ROMA - A cinquant'anni dall'entrata in vigore della legge Merlin, Daniela Santanché si batterà per la riapertura delle case chiuse. Ieri mattina, l'ex candidato premier della Destra ha presentato alla Cassazione, insieme con un comitato promotore tutto al femminile, una proposta di referendum per l'abolizione della legge n. 75 del 1958, che aveva come prima firmataria, appunto, la senatrice Lina Merlin. La legge fu votata, dopo 9 anni di iter legislativo, il 20 febbraio del 1958. Venne approvata dal Parlamento grazie alla tenacia della socialista Lina Merlin, la quale riuscì a dimostrare che la persistenza dell'attività di prostituzione delle case chiuse avrebbe violato l'articolo 3 della Costituzione italiana (uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge) e l'articolo 32, che considera la salute come fondamentale diritto dell'individuo.
La proposta Santanché. Daniela Santanché ritiene che in questi cinquant'anni la legge Merlin abbia causato l'aumento della prostituzione sulle strade. La portavoce della Destra sostiene che sia uno scandalo che queste donne vendano il proprio corpo sotto gli occhi di tutti.
Da questa estate inizierà dunque la sua battaglia "per ripulire le nostre strade", con tavoli per la raccolta di firme sulle spiagge e ai concerti. Il suo programma provede cooperative di donne che gestiscano le case chiuse sotto controllo medico e fiscale. Dopo una campagna elettorale decisamente supina rispetto alle posizioni della Chiesa, ora è intenta ad andare avanti laicamente. "Non so come si comporterà la Chiesa, è chiaro che avrà una posizione diversa, ma noi andremo avanti lo stesso". A chi le chiede quali saranno i suoi alleati politici in questo governo, risponde che spera di avere il sostegno del ministro Roberto Maroni, "che ha enunciato un piano sicurezza importante", e "soprattutto le donne, di ogni schieramento politico", a partire dalle ministre del governo Berlusconi.
Le reazioni alla proposta sono quasi tutte ostili. Soprattutto quelle dei cattolici. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Famiglia, ha dichiarato: "Se si aprissero le case chiuse si aggiungerebbe semplicemente un altro segmento al variegato mondo dello sfruttamento". Il sottosegretario propone al contrario "multe" ai clienti e "sequestro dell'auto". Sul fronte dell'opposizione, il ministro-ombra del Pd Livia Turco parla di "referendum polverone". I radicali sono gli unici che sono d'accordo sul merito ma anche loro si dicono scettici sul metodo del referendum.