Viareggio, un anno fa la strage
La città ricorda le 32 vittime

Il 29 giugno 2009 un treno carico di gpl deraglia alla stazione
Una giovane sopravvissuta marocchina diventa cittadina italiana

30-06-2010 | Cronaca | Pietro Tola

strage viareggio

Ibtissam "Ibi" Ayad è il simbolo della vita che continua, nonostante la tragedia. Un anno fa ha perso i genitori e due fratelli più piccoli nella strage di Viareggio, quando una cisterna piena di gpl è esplosa dopo il deragliamento del treno che la trasportava. Da stamattina Ibi, marocchina di 22 anni, è diventata cittadina italiana. Alla presenza del sindaco di Viareggio Luca Lunardini, ha giurato sulla Costituzione regalatale dal presidente Giorgio Napolitano. "Per me si avvera il sogno di mio padre - ha detto dopo la cerimonia - questa cittadinanza è stata data a me ma è come se l'avesse ricevuta tutta la mia famiglia". Anche il pensiero di Napolitano - che oggi compie 85 anni - va a quel tragico 29 giugno di un anno fa: "Le drammatiche immagini di quel disastro - ha detto il Presidente - rimangono impresse nella memoria dell'intero Paese che ha partecipato con profonda commozione al dolore delle famiglie così duramente colpite". Per ricordare le 32 vittime della strage, ieri sera allo stadio di Viareggio si è tenuta una preghiera interreligiosa. I partecipanti hanno poi raggiunto in corteo via Ponchielli - la strada pià colpita dall'esplosione - dove i mezzi della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco e delle Pubbliche assistenze hanno avviato le sirene alle 23.48, l'ora dell'incidente. Una campanella ha suonato per trentadue volte, una per ogni vittima. Per solidarietà, alle cerimonie hanno partecipato i familiari delle vittime di altre tragedie "dimenticate": la Moby Prince, il crollo della scuola di San Giuliano, la tragedia di Linate ma soprattutto il terremoto in Abruzzo. La presenza di rappresentanti delle istituzioni è stata invece definita "sgradita" dal "Comitato 29 giugno". Intanto la procura di Lucca, titolare dell'inchiesta, non ha ancora concluso "l'individuazione dei soggetti da porre sotto indagine". Si parla per ora di 18 persone, 3 delle quali risultano essere i responsabili dell'officina tedesca nella quale era stato revisionato l'asse del carro la cui rottura ha portato alla tragedia. Sono anche gli unici a conoscere il loro stato di indagati, poichè gli altri non sono ancora stati raggiunti dall'avviso di garanzia.
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