Sassari potrà diventare una città universitaria? L'ambizioso
obiettivo è stato al centro di una tavola rotonda aperta ieri all'Università di
Sassari. Un dibattito presieduto dalla coordinatrice del centro di studi urbani,
Antonietta Mazzette, che ha preso spunto dal nuovo volume di Giandomenico Amendola,
ordinario di Sociologia urbana all'Università di Firenze.
"Tra Dedalo e Icaro. La nuova domanda di città" è un
titolo che metaforicamente pone la necessità a che gli operatori culturali si
aprano alle istanze molteplici delle gente e che queste siano ben formulate, come
condizione necessaria della città moderna. Il tema ha permesso di constatare i
nodi irrisolti della realtà sassarese dall'osservatorio di figure di primo
piano come l'architetto urbanista Sandro Roggio, il rettore dell'Università di
Sassari Attilio Mastino, e il sindaco Gianfranco Ganau.
Al centro dell'attenzione anche la scarsa integrazione tra Università
e città, necessaria a inserire gli studenti fuori sede nel tessuto urbano e ad attirare ragazzi Erasmus e docenti stranieri. Migliorare la comunità accademica è infatti
il presupposto per coinvolgere l'Università nelle politiche tese al rilancio economico
del territorio e per rispondere in modo adeguato alla domanda culturale della popolazione,
di concerto con l'amministrazione comunale. Passi in tal senso, secondo il sindaco,
sono ravvisabili nel progetto di recupero dell'ex mattatoio come centro di attività
culturali e ricreative e nel completamento dell'orto botanico, per il quale
mancano ancora i fondi.