ROMA - Dopo l'elezione dell'avvocato Giuseppe Frigo alla Corte costituzionale, la soluzione per la commissione di vigilanza sulla Rai resta tra i temi principali del confronto tra maggioranza e opposizione sulle nomine. Il più ottimista è Walter Veltroni, il quale mercoledì dai microfoni di "Radio anch'io" si è augurato che "quello che abbiamo fatto martedì in Parlamento, votando un giudice della Corte sulla base di un nome da loro proposto, ora lo facciano loro per sbloccare la nomina di Leoluca Orlando alla presidenza della commissione Vigilanza".
Orlando e il Pd. Il segretario del Pd ha sottolineato che "sul nome di Leoluca Orlando ci sia poco da dire quanto a esperienza ed equilibrio". L'ex sindaco di Palermo, esponente dell'Italia dei Valori, rimane dunque l'unico candidato dell'opposizione. Per votarlo è sufficiente che il Pdl non faccia mancare il numero legale in Commissione e che il Pd sia unito sulla candidatura di Orlando. Un aspetto, questo, non secondario, perché il nome dell'esponente dell'IdV, anche se sempre difeso da Veltroni, non è condiviso da tutto il Partito Democratico. Secondo il Corriere della Sera di mercoledì, Anna Finocchiaro ha detto ad alcuni parlamentari del Pdl che se fosse stato per lei, Orlando sarebbe stato abbandonato anche subito.
Orlando e il Pdl. Nella maggioranza, invece, il no alla candidatura di Orlando è categorico e unanime. In mattinata il capogruppo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, durante la trasmissione "Omnibus" di La7, ha detto chiaramente che il suo partito non voterà mai il candidato dell'opposizione. Raffaele Fitto, ministro dei rapporti con le Regioni, usa termini più diplomatici, ma il contenuto è sempre lo stesso: "Mi auspico che sul nome di Orlando si faccia un passo indietro, in modo che si possano trovare soluzioni più adeguate".
La manifestazione. Intanto il Pd si prepara alla manifestazione di sabato prossimo a Roma. Mercoledì il segretario del Partito democratico ha risposto con fastidio ad una domanda di Antonio Caprarica. Il direttore del Gr Rai, il quale gli ha chiesto se la mancanza del pienone al Circo Massimo potrebbe diventare un "avviso di sfratto" per il segretario del Pd. La risposta è stata: "Ma perché gufate tanto contro questa manifestazione? Andiamo al Circo Massimo e mai un partito politico ha provato ad andarci. Berlusconi ha chiuso la campagna elettorale a Roma con 2500 persone", ha ricordato Veltroni, che si è così lamentato di una disparita di giudizio da parte dei giornalisti che va esclusivamente a danno del Pd.
Silvio Berlusconi non ha risparmiato neanche oggi le sue critiche per la manifestazione di Roma. "Manifestare è una possibilità della democrazia ed anche noi ne usufruimmo. Noi, però, protestammo contro la pressione fiscale del Governo Prodi. La manifestazione del 25 ottobre è solo contro il Governo e non ha proposte. La piazza non è il posto migliore per fare proposte, che si fanno soltanto in Parlamento".