Obama stacca McCain: +12
Pesano i guai di Sarah Palin

Mancano 12 giorni e cresce il vantaggio di Barack
Al Qaeda "vota" repubblicano, Iran democratico

23-10-2008 | Esteri | Simone Callisto Manca

obama-mccain

NEW YORK -  È la giornata del dodici: dodici i giorni che mancano al voto del 4 novembre, dodici i punti che, secondo l'agenzia di sondaggi Zogby, separano Barack Obama da John McCain. Molti osservatori concordano nell'individuare nelle ultime disavventure di Sarah Palin il motivo del balzo in avanti del senatore dell'Illinois: l'inchiesta per abuso di potere contro la governatrice dell'Alaska e la rivelazione che il partito repubblicano avrebbe pagato a Palin 150 mila dollari di vestiti per la campagna elettorale starebbero infatti danneggiando John McCain.

I sondaggi: Zogby dà a Barack Obama 12 punti di vantaggio su John McCain. Ma il dato più interessante è che il senatore dell'Illinois sarebbe avanti di 30 punti tra gli elettori indipendenti - gli iscritti alle liste elettorali che non si definiscono né democratici né repubblicani - mentre tra le donne Obama condurrebbe di 18 punti.  Il vantaggio di Obama è confermato anche dalla Fox, emittente televisiva tradizionalmente vicina ai repubblicani, che lo dà al 49% contro il 40% di John McCain. Anche il rilevamento della Fox spiega questo divario con il forte ascendente che Obama avrebbe presso gli indipendenti, le donne e i giovani al primo voto.

Sarah Palin, effetto boomerang: La candidata vicepresidente per il partito repubblicano, star della convention del suo partito del settembre scorso a Saint Louis, sembra essere diventata un motivo di grave imbarazzo per John McCain. Un duro colpo alla sua figura era stata dato dall'annuncio di un'inchiesta contro di lei per abuso di potere nei confronti di un poliziotto, suo ex cognato. Ieri poi si è saputo che il suo partito le avrebbe pagato 150 mila dollari di vestiti per la campagna elettorale:  notizia questa che ha creato da subito molte polemiche. Ma più che i guai giudiziari e la passione per la moda, a Palin  viene imputata la mancanza di esperienza: secondo Zogby il 55 per cento degli intervistati non considera la governatrice dell'Alaska pronta per diventare la numero due della Casa Bianca. Palin non miete successi neanche tra le donne del suo partito: a una domanda su di lei, il segretario di Stato, la repubblicana Condoleezza Rice, piuttosto contrariata, ha preferito non rispondere.

Obama e McCain: Il candidato democratico sospende da oggi per 36 ore la sua campagna elettorale per volare alle Hawaii al capezzale della nonna, Madelyn Dunham, 86 anni, gravemente malata. "È la sua famiglia, il resto passa in secondo piano", ha dichiarato a questo proposito il deputato democratico delle Hawaii, Neil Abercrombie. La campagna di John McCain si concentra invece su due dei più importanti Stati in bilico: i repubblicani terranno oggi degli incontri pubblici in Florida e Colorado. 

Al Qaeda per McCain, Iran per Obama:  Anche due dei principali nemici degli Usa hanno espresso la loro preferenza per le elezioni del 4 novembre, causando gravi imbarazzi in entrambi i campi. Su un sito vicino ad Al Qaeda si vuole la vittoria di McCain "per continuare con la politica fallimentare di Bush", che a loro dire avvantaggerebbe la rete terroristica. Il candidato repubblicano ha rifiutato sdegnato l'appoggio degli estremisti islamici affermando che "con queste dichiarazioni si cerca di aiutare la candidatura di Obama". Teheran, per bocca del presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani, ha invece fatto sapere di essere "a favore di Barack Obama: è più flessibile in politica estera, anche se non ci illudiamo che l'atteggiamento americano verso di noi cambi".

  • obama-mccain

Cliccare sulle immagini per visualizzare un ingrandimento