Superenalotto: il "6" vincente manca da aprile
Il premio ha raggiunto il record di 100 milioni

Superenalotto
Il banco vince sempre

Cosa fare per riscuotere il premio

17-12-2008 | Cronaca | Valentina Guido

SASSARI - Non importa quanto si giochi al Superenalotto e che cifre si puntino. Non conta che siano passati sei mesi dall'ultimo "6" vincente, due mesi o un anno: l'Agenzia delle entrate guadagna sempre e comunque di più. Alle casse dello Stato, infatti, va il 50 per cento di tutte le giocate, mentre il vincitore non ottiene più del 38 per cento. Alle ricevitorie è riservato l'8 per cento e alla Sisal, che gestisce il concorso, poco più del 4 per cento.

E il giocatore? Le sue probabilità di vittoria sono una su 622 milioni, anche se le possibilità aumentano leggermente spendendo di più. La giocata minima è di un euro, quella massima per ogni schedina è di quasi 20 mila euro. Ma non è detto che ci si fermi a una sola scheda. Per non parlare dei "sistemoni", giocate multiple generate casualmente dal computer, a cui può partecipare un numero variabile e molto alto di persone.

Cosa fare in caso di vittoria. E se qualcuno riuscisse davvero a centrare il "6" vincente cosa dovrebbe fare per intascare i 100 milioni? Per cifre superiori ai 52 mila euro, bisogna mandare la schedina originale integra alla sede milanese della Sisal, che provvederà a pagare la somma attraverso bonifico bancario. La quota finale non solo è esentasse, ma comprende tutti gli interessi maturati durante il periodo d'attesa: tra l'estrazione vincente e l'effettivo pagamento, infatti, devono trascorrere come minimo 61 giorni.

Le false leggende. Vincere è una cosa rara, e solo pochissime persone arrivano al "dunque" della riscossione. Forse è per questo che negli anni sono nate e cresciute tante leggende infondate: non è vero che una parte del pagamento consista in beni demaniali, né tanto meno in gettoni d'oro. Lo assicura la Sisal.

Un gioco d'azzardo autorizzato. Sapere che lo Stato guadagna sempre e comunque, e che le probabilità di vittoria sono così basse, induce molti italiani a schierarsi tra i detrattori del Superenalotto. Per Alessandro, 29enne di Sassari, "è un gioco d'azzardo che arricchisce lo Stato, e pochi fortunati, alle spalle di coloro che puntano tanti soldi e perdono tutto".

Giocare per la ricerca. Esiste però un'eccezione: ci sono delle schedine particolari, che permettono di devolvere due o cinque euro all' Associazione italiana per la ricerca contro il cancro. Non tutto il denaro viene speso invano.