Crescono le agitazioni degli studenti contro la riforma Gelmini. Lancio di sassi a Cosenza.

I manifestanti: "Il decreto va ritirato"

Berlusconi: nessuno sgombero coatto. Il Ministro incontrerà i manifestanti

17-12-2008 | Cronaca |

ROMA. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è intervenuta questa mattina al Senato, dov'è in discussione l'approvazione del decreto che riforma la scuola italiana. Nessun passo indietro dal rappresentante del governo e il duro commento sulle proteste: <<E' una campagna terroristica>>. Ma anche l'annuncio che da domani avvierà una serie di incontri con le associazioni degli studenti.

Manifestazioni in tutta Italia. Intanto prosegue, nel Paese, l'occupazione di Università e scuole superiori e si infiamma il dibattito politico. Si infiamma il dibattito politico dopo le dichiarazioni di ieri del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla volontà di mandare la polizia per

sgomberare gli istituti.

Tensione a Cosenza. La protesta contro la riforma questa mattina ha vissuto momenti di

tensione a Cosenza, con lancio di sassi contro le vetrate di alcune scuole e il danneggiamento dei cassonetti della

spazzatura. I gesti di intemperanza non hanno tuttavia avuto conseguenze più gravi, grazie all'efficace azione di controllo da parte delle forze dell'ordine. 

A Napoli occupate 50 scuole. Cresce la mobilitazione a Roma, con nuovi istituti

che ogni giorno si aggiungono all'esercito dei manifestanti. Così come a Napoli, dove la protesta 

coinvolge 50 scuole. Alle richieste del governo di porre fine a occupazioni

e sit-in, ha risposto questa mattina Roberto Iovino, responsabile nazionale dell'Unione studenti: «Al presidente del

Consiglio, che con metodi intimidatori ci domanda di sciogliere i cortei, rispondiamo che le agitazioni si

fermeranno soltanto quando ritirerà il decreto 137».
Sulle affermazioni del premier, con l'annuncio di voler inasprire la controffensiva sui manifestanti, la presa di

posizione del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha rivendicato la comeptenza sulla materia. Questioni al

centro del faccia a faccia, tra i due esponenti del governo, di ieri pomeriggio. Berlusconi ha puntualizzato di <<non

voler impedire il diritto al dissenso, ma piuttosto di garantire chi nelle scuole e nelle università continua a

lavorare>>.

Il dibattito al Senato. Sulla questione, approdata nell'aula del  Senato, si intensificano le prese di posizioni dei leader

di partito. Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd a Palazzo Madama, si è detta preoccupata «per i tagli

indiscriminati». Dall'altra parte dell'aula la replica del senatore Pdl, Luigi D'Ambrosio, che esalta il valore di

una riforma indirizzata «a ottimizzare le risorse, promuovere la meritocrazia e la voglia di produrre, anche nella

gestione della cosa pubblica».