ROMA. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è intervenuta questa mattina al Senato, dov'è in discussione l'approvazione del decreto che riforma la scuola italiana. Nessun passo indietro dal rappresentante del governo e il duro commento sulle proteste: <<E' una campagna terroristica>>. Ma anche l'annuncio che da domani avvierà una serie di incontri con le associazioni degli studenti.
Manifestazioni in tutta Italia. Intanto prosegue, nel Paese, l'occupazione di Università e scuole superiori e si infiamma il dibattito politico. Si infiamma il dibattito politico dopo le dichiarazioni di ieri del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla volontà di mandare la polizia per
sgomberare gli istituti.
Tensione a Cosenza. La protesta contro la riforma questa mattina ha vissuto momenti di
tensione a Cosenza, con lancio di sassi contro le vetrate di alcune scuole e il danneggiamento dei cassonetti della
spazzatura. I gesti di intemperanza non hanno tuttavia avuto conseguenze più gravi, grazie all'efficace azione di controllo da parte delle forze dell'ordine.
A Napoli occupate 50 scuole. Cresce la mobilitazione a Roma, con nuovi istituti
che ogni giorno si aggiungono all'esercito dei manifestanti. Così come a Napoli, dove la protesta
coinvolge 50 scuole. Alle richieste del governo di porre fine a occupazioni
e sit-in, ha risposto questa mattina Roberto Iovino, responsabile nazionale dell'Unione studenti: «Al presidente del
Consiglio, che con metodi intimidatori ci domanda di sciogliere i cortei, rispondiamo che le agitazioni si
fermeranno soltanto quando ritirerà il decreto 137».
Sulle affermazioni del premier, con l'annuncio di voler inasprire la controffensiva sui manifestanti, la presa di
posizione del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha rivendicato la comeptenza sulla materia. Questioni al
centro del faccia a faccia, tra i due esponenti del governo, di ieri pomeriggio. Berlusconi ha puntualizzato di <<non
voler impedire il diritto al dissenso, ma piuttosto di garantire chi nelle scuole e nelle università continua a
lavorare>>.
Il dibattito al Senato. Sulla questione, approdata nell'aula del Senato, si intensificano le prese di posizioni dei leader
di partito. Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd a Palazzo Madama, si è detta preoccupata «per i tagli
indiscriminati». Dall'altra parte dell'aula la replica del senatore Pdl, Luigi D'Ambrosio, che esalta il valore di
una riforma indirizzata «a ottimizzare le risorse, promuovere la meritocrazia e la voglia di produrre, anche nella
gestione della cosa pubblica».