GERUSALEMME - «Inaccettabile». Il governo israeliano boccia il progetto vaticano di beatificazione di Pio XII e alza i toni della polemica. Le durissime parole, questa volta, non sono pronunciate da un esponente di un'organizzazione ebraica o da un rabbino, ma da un rappresentante del governo in carica di Israele. A parlare, infatti, è il ministro degli Affari sociali israeliano Isaac Herzog, in un'intervista al quotidiano israeliano Haaretz. «Il tentativo di fare di Pio XII un santo è una manifestazione di noncuranza e una mancanza di consapevolezza» attacca Herzog.
Le motivazioni. «Durante il periodo dell'Olocausto il Vaticano sapeva molto bene quello che stava accadendo in Europa. Non vi è alcuna prova, per ora, di alcun provvedimento preso dal Papa come avrebbe richiesto lo status della Santa Sede» continua il ministro, che è anche responsabile degli affari della Diaspora e dei rapporti con la comunità cristiana. Le affermazioni di Herzog seguono a settimane di tensione e ai ripetuti interventi del Papa e del Segretario di stato vaticano in difesa di Pacelli e del suo operato durante la seconda guerra mondiale. A far divampare le fiamme della polemica è stata anche la presa di posizione pubblica di Benedetto XVI in favore di papa Pacelli e l'ipotesi che l'attuale pontefice cancelli la visita in Israele a causa della didascalia contenuta nel memoriale della Shoah di Gerusalemme, lo Yad Vashem. Nella scritta sotto la foto Pio XII si legge infatti una dura critica contro il suo comportamento durante la guerra e le persecuzioni naziste.
La replica della Santa Sede. Il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, che firmò l'accordo fondamentale con Israele come delegato apostolico a Gerusalemme, replica così alle accuse del ministro israeliano: «La Santa Sede ha un atteggiamento responsabile anche se certe intromissioni nelle cose interne della Chiesa annoiano». Benedetto XVI ha comunque scelto di rimandare la beatificazione di Pio XII. «Il Papa è sensibile e ha scelto un momento di riflessione - spiega il cardinale - però non bisogna disturbarlo con dichiarazioni per obbligarlo in un modo o nell'altro». Anche il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, conferma che la didascalia allo Yad Vashem non può considerarsi un ostacolo al viaggio del Papa.
Il fotomontaggio. In questi giorni un sito internet di sostenitori del partito di governo Kadima ha pubblicato un fotomontaggio raffigurante Benedetto XVI con una svastica. Il Primo ministro, Tzipi Livni, ha fatto immediatamente rimuovere l'immagine, spiegando che non rappresentava in alcun modo il suo pensiero e quello del suo partito.