SASSARI - Universitari e studenti
delle scuole superiori hanno riempito mezza piazza d'Italia per protestare
contro la riforma dell'istruzione. Giovedì mattina, una colonna di ragazzi
provenienti dalla facoltà di Scienze politiche, ha attraversato la città e si è
fermata nella piazza più grande di Sassari. Per municipale erano
200, ma a occhio sembravano almeno il doppio.
Tutti contro il ministro Gelmini. "Non è una manifestazione, per
ora è un corteo spontaneo contro la legge 133 firmata dal ministro Maria Stella
Gelmini". Ci tengono a precisarlo i responsabili del Coordinamento studenti,
che hanno disteso gli striscioni sulla scalinata di Palazzo Sciuti e subito
hanno preso i megafoni in mano: "Se la scuola deve essere pubblica, anche la piazza è
pubblica. Riprendiamoci la piazza senza paura". "Vogliono tagliare 1500 milioni
di euro in cinque anni: il decreto Gelmini vuol far pagare agli studenti gli
errori del capitalismo". Criticano il governo Berlusconi e
il suo impero televisivo, ma rivendicano totale autonomia dai movimenti
politici.
Da corteo spontaneo a movimento organizzato. "Siamo apartitici- spiega Valentina Fruianu, uno degli elementi più
attivi del Coordinamento studenti- ma non siamo apolitici, perché nel momento
stesso in cui chiediamo una scuola diversa, stiamo facendo politica". Valentina
è iscritta in Lettere e filosofia. Con lei nel Coordinamento ci sono circa
altri venti universitari che studiano Scienze politiche, Veterinaria, Medicina,
Giurisprudenza e Biotecnologie. Ma l'obiettivo è ampliare il
movimento in vista della manifestazione del 30 ottobre.
Si lavora per lo sciopero generale. "Ora il movimento
spontaneo deve diventare organizzato: chiediamo che ogni scuola e ogni Facoltà
costituisca un'assemblea ed elegga i delegati che parteciperanno al
Coordinamento centrale", dichiara Mauro Piredda del Collettivo studentesco
universitario, "siamo pronti a continuare a oltranza e chiediamo alle
confederazioni sindacali di coinvolgere tutte le categorie dei lavoratori in
uno sciopero generale per la scuola". Alle accuse di non essere propositivi,
gli studenti di Sassari rispondono che "non è vero che diciamo sempre no,
abbiamo un'idea, anche se sembra un'utopia a coloro che dicono che non ci sono
soldi. I soldi ci sono, ma il governo li spende nelle spedizioni militari".
La "notte in bianco" del 30 ottobre. Da qui a fine mese son in
programma assemblee di studenti e docenti, sit-in e riunioni, che culmineranno
con la mobilitazione del 30 ottobre. Il corteo partirà alle 9 da piazza
Università e si concluderà in piazza d'Italia. Poi alle 18.30 comincerà la
lunga "notte in bianco" nella Facoltà di Lettere.
Il ritardo di Sassari. A Sassari la protesta è
cominciata in ritardo, ma il Coordinamento studenti non ha dubbi: "La città si
sta svegliando".