E dalla Gran Bretagna i ricercatori avvertono:
presto un siero universale e definitivo

Contro la nuova influenza
È in arrivo il vaccino

Parte la campagna per fermare l'australiana
8,90 euro il costo di una confezione

24-10-2008 | Società | Luca Puddu

vaccino influenzale

ROMA - . Cattiva, cattivissima. Anzi, feroce: febbre alta, tosse, cefalea, mal di gola, dolori articolari e disturbi intestinali. A dicembre dall'Australia arriverà nel nostro Paese il nuovo virus influenzale. E sarà un cocktail di virus come non se ne vedevano in circolazione da venti anni. Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si svilupperà addirittura in una forma nuova per la quale non abbiamo ancora sviluppato gli anticorpi adatti.

Che fare allora? Nessun problema. È in arrivo il vaccino. È possibile acquistarlo con ricetta medica a 8,90 euro a fronte dei 10 delle Asl. La vaccinazione è disponibile gratuitamente per i soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, per i bamini di età superiore ai 6 mesi e soggetti affetti da tumori, malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio, cardiocircolatorio, diabete, malattie renali, congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi. "Per questo mai come quest'anno è fondamentale che tutti facciano il vaccino per evitare spiacevoli sorprese", spiega Patrizia Zennaro, presidente di Federfarma a Padova. Soprattutto è importante per particolari fasce a rischio: donne a partire dal secondo mese di gravidanza e soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo, come il personale sanitario e quello a contatto con animali, potenziali fonti di nuovi virus per l'uomo". "Il vaccino - prosegue Zennaro - va somministrato per iniezione intramuscolare, preferibilmente nella spalla per gli adulti e nei glutei per i bambini. In genere un'unica dose è sufficiente nelle persone che hanno già avuto precedenti vaccinazioni. Altrimenti è raccomandata una seconda dose a quattro settimane dalla prima".

Influenza: cos'è e perché si diffonde. Giuseppe Gerna, direttore del servizio virologia della fondazione IRCCS San Matteo di Pavia, aiuta a far luce sull'argomento influenza: "si tratta di un virus che attacca le vie respiratorie e può dare sintomi come mal di testa e dolori articolari a seguito di un'azione di tipo infiammatorio". Ecco allora qualche buon consiglio per non contagiare e non essere contagiati. Coprirsi bene, fare attenzione agli sbalzi di temperatura, evitare luoghi affollati perché più esposti al rischio contagio.

Tutta questione dei ceppi virali? Come mai l'organismo umano è così esposto all'attacco del virus influenzale? E perchè la malattia può presentarsi in forma più e meno aggressiva? I virus influenzali sono di due tipi o ceppi diversi: tipo A, che mutano con una frequenza elevata; tipo B, con mutazioni più contenute. Quando l'organismo umano entra a contatto con un virus, sviluppa una reazione immunitaria e raramente può essere nuovamente attaccato dalla stessa forma virale. Ma se il virus muta, come accade per quello influenzale, manca l'immunità. Ecco spiegato perché ogni anno si hanno nuove influenze. Ma perché l'australiana sarà così aggressiva? Quest'anno si è verificato un fatto insolito: i ricercatori hanno isolato due virus diversi: uno di tipo B, uno di tipo A, che si presenterà a sua volta in due varianti completamente nuove. Isolato per la prima volta a Brisbane (città australiana da cui deriva il nome al nuovo tipo di influenza), non è mai circolato prima. Dato che in pochi hanno sviluppato gli anticorpi necessari a debellarlo, si prevede che colpirà un gran numero di persone nell'arco di poco tempo.

Panico? La Gran Bretagna assicura il vaccino definitivo. Febbre alta e starnuti addio? Per i ricercatori della Queen Mary University di Londra, le fastidiosissime influenze che costringono ogni anno milioni di persone a letto, presto saranno solo un ricordo. Un vaccino di nuova concezione renderà infatti immuni dai ceppi virali per molti anni. Sarah Gilbert, responsabile del progetto, spiega che i vaccini tradizionali sono studiati per provocare una risposta immunitaria da parte delle proteine che si trovano nella parte esterna del virus. Il vaccino di nuova concezione, invece, agirebbe sulle proteine che si trovano all'interno del virus. La vera novità è che in questo modo sarà possibile immunizzare non solo molte più persone e avere disponibili maggiori scorte da utilizzare in caso di pandemia, ma sviluppare prodotti capaci di combattere virus come Hiv e forme epatiche. Attualmente il farmaco è in via di sperimentazione e prima della sua commercializzazione sono necessari almeno dai 5 ai 10 anni di studi e verifiche.

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