D'Alema: "Sulla legge elettorale
governo antidemocratico"

Per l'ex ministro degli Esteri il governo nei giorni scorsi ha avuto un atteggiamento aggressivo
La replica di Quagliarello (Pdl):
«la riforma è nell'interesse del paese»

24-10-2008 | Politica | Lucio Rodinò

ROMA - «La reazione del presidente del Consiglio alla manifestazione è stata estremamente negativa e inutilmente aggressiva».  É questo il pensiero di  Massimo D'Alema sulle parole di Silvio Berlusconi dopo la manifestazione di sabato scorso del Pd al Circo Massimo. «Conferma - dice D'Alema - che il presidente del Consiglio non intende promuovere quel confronto tra maggioranza e opposizione che sarebbe utile e necessario al Paese in questo momento di grave crisi».

La legge per le Europee. «La pretesa di imporre a maggioranza una legge elettorale che stravolge il sistema elettorale per le Europee - ha continuato l'ex ministro delgi Esteri - è piegata agli interessi di una parte che non rappresenta la maggioranza assoluta degli italiani, che legittimamente governa, ma non dovrebbe disporre delle regole che devono essere condivise, è un atteggiamento gravemente antidemocratico. Così si rende difficile il normale rapporto tra maggioranza e opposizione». 

Sulla scuola. L'ex premier non ha risparmiato critiche alla maggioranza nemmeno riguardo al decreto Gelmini sulla scuola. «Sarebbe un atto saggio - ha detto D'Alema - se si vuole discutere con gli insegnanti e gli studenti, ritirare o sospendere il decreto Gelmini sulla scuola, in modo da avviare un confronto vero. Ma sulla base del fatto che il governo non intende modificare nulla, non è possibile un confronto».

Le reazioni. Per il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, la riforma della legge per le Europee «è' un provvedimento che mira alla semplificazione del sistema, alla riduzione dei partiti e delle spese elettorali. Non è una proposta antidemocratica, è una proposta nell'interesse del Paese».
  • Massimo D'Alema

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