Alluvione nel Cagliaritano,
trovato il quinto corpo

10mila persone senza
fogne: è allarme igiene

27-10-2008 | Sardegna | Monia Melis

nubifragio cagliari

CAGLIARI - È stato recuperato sotto un metro di fango anche il corpo di Antonello Porcu, l'ingegnere della Asl che era stato trascinato dall'alluvione insieme alla suocera, Licia Zucca. Le ricerche con mezzi anfibi ed elicotteri sono durate quattro giorni. Salgono così a cinque le vittime del nubifragio che il 22 ottobre ha colpito il Cagliaritano e in particolare l'area di Capoterra, 15 chilometri dal capoluogo.

Le vittime.  Insieme a Porcu e alla sucora Licia Zucca sono morte altre due persone a Poggio dei Pini e Rio San Girolamo, due dei quartieri residenziali di Capoterra. Sono Speranza Sollai di 85 anni, annegata in uno scantinato nel villaggio di Rio San Girolamo e Annarita Lepori si 51 anni, l'acqua ha trascinato il suo corpo fino al mare. La quinta vittima è Mariano Spiga un agricoltore di 66 anni) che cercava di guadare un torrente a Sestu.

I danni e i soccorsi. A quasi 10mila persone manca il servizio fognario, sia a Poggio dei Pini che a Rio San Girolamo non si sa dove finiscano i reflui. «Il sistema è un colabrodo», dice il sindaco di Capoterra. L'acqua non è ancora potabile, ma è si può usare per lavarsi. quasi 10mila persone: è allarme igiene. È di 15 milioni di euro la prima stima dei danni fatta dalle Regione sarda. Oltre ai danni alle abitazioni private nella zona sono crollati ponti, saltate le centraline telefoniche, in tilt reti elettriche e idriche. Sono centinaia le persone che hanno dovuto abbandonare le case, invase da acqua e fango.  Circa 2mila persone hanno l'elettricità grazie ai tecnici Enel, l'acqua invece resta non potabile.  Altre 200 persone sono sfollate per il rischio tracimazione della diga, i tecnici stano facendo defluire i 250mila metri cubi d'acqua e fango del bacino.

I provvedimenti. A Capoterra è attivo il centro unico misto (Com) coordinato dal prefetto di Cagliari Bruno Corda. Ha il compito di gestire le attività di protezione civile e i primi interventi, fondamentale il ruolo dei volontari. La Regione Sardegna ha stanziato 6,5 milioni, domani la giunta voterà lo stanziamento di altri 20 milioni. Nel prossimo Consiglio dei ministri sarà decretato per la Sardegna lo stato di emergenza, il ministero dell'Economia ha messo a disposizione sette milioni di euro.

Le polemiche. Il nubifragio ha colpito un'area di circa 40 chilometri quadrati nell'hinterland cagliaritano, la zona di Capoterra è sotto il livello del mare e ad alta densità edilizia lungo il rio Girolamo, che è fuorisciuto dagli argini. Al disastro avrebbe contribuito anche la carenza di pianificazione e l'assenza di opere adeguate: questa è la tesi dei geologi. A Capoterra, in particolare, le case sono state costruite lungo i letti dei ruscelli. Secondo Antonio Fadda, presidente dell'Ordine dei geologi della Sardegna, gli effetti devastanti potevano essere evitati: « Sarebbe necessario verificare e intervenire sulle opere di attraversamento e difesa dei corsi d'acqua che sono state progettate prendendo come riferimento regimi pluviometrici diversi dall'attuale». Alcuni cittadini pensano alle azioni legali contro chi ha ha dato le autorizzazioni per la costruzione.

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