CABRAS - Gli indipendentisti non demordono. Non sono serviti nei giorni scorsi una denuncia del Wwf per danni ambientali e una retata delle forze dell'ordine, che hanno sgomberato il presidio sull'isola, per costringerli alla resa. Sono trascorsi ormai due mesi da quando, il 25 agosto scorso, Salvatore Meloni, noto "Doddore", assieme a dodici fedelissimi del Partito indipendentista Paris, ha iniziato l'occupazione dell'isola di Malu Entu e autoproclamato la Repubblica sulla base della Carta di San Francisco del 1948, la Dichiarazione Onu che sancisce il principio dell'autodeterminazione dei popoli. Meloni e i suoi hanno deciso di proseguire la loro personale battaglia e attendono il riconoscimento ufficiale della Repubblica di Malu Entu dal Governo italiano da un lato, dalle Nazioni Unite dall'altro. Il leader indipendentista ha accettato di rilasciare delle dichiarazioni ai microfoni di Reportersonline.
"Doddore" Meloni, un leader carismatico. Cappello da cowboy, occhi azzurri come il mare che circonda l'isola di Malu Entu, barba e lunghi baffi bianchi alla Shel Shapiro. Così si presenta Salvatore Meloni all'incontro con noi inviati di Reportersonline. Sessantacinque anni, di cui nove trascorsi in carcere perché ritenuto responsabile negli anni Ottanta del presunto complotto separatista all'interno del Psd'Az, originario di Ittiri e residente a Terralba, "Doddore" ha diretto per molti anni un'azienda di autotrasporti nel milanese. Ora che è andato in pensione, ha deciso di riprendere la lotta cominciata molti anni fa e che lo ha condotto al carcere e alla privazione dei diritti politici. Ha radunato intorno a sé i suoi fedelissimi, che in questi anni non l'hanno abbandonato, e dal 25 agosto ha avviato con loro l'occupazione dell'isola di Malu Entu e proclamato qui la Repubblica. «È per loro che lo faccio, per tutti i Sardi - afferma - Quando sono stato messo in carcere avevo fatto una promessa, che avrei ripreso la lotta indipendentista una volta andato in pensione, e ho voluto mantenerla». E continua: «L'Onu è pronto a riconoscere la Repubblica di Malu Entu. Aspetta solo che ci sia prima il riconoscimento dello Stato Italiano». Ce l'ha con lo Stato Italiano. «L'Italia - dice - esiste solo da centoquarantasette anni e pretende di legiferare sui Sardi che hanno una storia ben più lunga. Quando i nuragici abitavano la Sardegna Roma non era ancora nata». La sua è una leadership carismatica. Tutti i componenti del Governo di Malu Entu chiedono il suo permesso prima di poter intervenire su una qualsiasi questione, e annuiscono ad ogni sua affermazione.
I contrasti con il Wwf. L'otto ottobre scorso il Wwf ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Oristano per accertare eventuali danni ambientali causati "dall'inopportuna occupazione" dell'isola di Mal di Ventre da parte degli "indipendentisti". «Noi non inquiniamo - sostiene a riguardo Meloni - tutte le strutture realizzate a Malu Entu sono state costruite con materiali naturali portati dal mare». In risposta all'esposto, gli indipendentisti del Partito Paris hanno denunciato il Wwf per infondatezza delle accuse, chiedendo come risarcimento danni l'oasi di Monte Arcosu, gestita attualmente proprio dall'organizzazione internazionale. Il dibattimento che vedrà gli indipendentisti come parte lesa si terrà a Cagliari nel mese di febbraio del 2009.
«La Repubblica di Malu Entu è solo il primo passo». Sul futuro Meloni ha le idee chiare. L'istituzione della Repubblica di Malu Entu sarà solo il primo passo in un percorso che a suo giudizio porterà all'indipendenza di tutta la Sardegna. «Sono pronto a scommettere ora che tra otto anni tutta l'isola sarà indipendente dall'Italia», afferma "Doddore". E aggiunge: «Io non intendo morire prima che questo si sia verificato. La Sardegna non potrà mai essere ricca senza essere indipendente. Chi ora ci governa non ha a cuore il bene dell'isola, ma il bene di Roma». Meloni afferma che questa lotta va condotta con strumenti pacifici, mediante una resistenza non violenta, seguendo l'esempio di Gandhi. In questo modo, a suo giudizio, non sarà possibile mancare l'ambizioso obiettivo.