Aperta un'inchiesta sull'alluvione,
nuova allerta per il maltempo

A Capoterra i soccorritori lavorano senza coordinamento

28-10-2008 | Sardegna | Monia Melis

22.10 nubifragio cagliari

CAGLIARI - Scantinati ancora allagati, strade impraticabili, centinaia di famiglie assistite dai volontari senza coordinamento. A Capoterra procede a rilento il ritorno alla normalità dopo l'alluvione, mentre emergono i primi problemi sanitari. L'acqua pulita si è mischiata a quella delle fogne, alcuni sfollati stanno male: hanno diarrea, vomito e febbri. L'Asl assicura ai cittadini le vaccinazioni contro il tifo e il tetano nei presidi sanitari allestiti nei villaggi Rio San Girolamo e Frutti d'oro.
I soccorritori lavorano senza sosta, recuperano vestiti e cibo e li distribuiscono ma lamentano scarsa coordinazione. Da venerdì è attivo il Com (centro operativo municipale) che lavora però a intermittenza. Le aziende private hanno messo a disposizione operai e mezzi speciali, la zona di Poggio dei Pini è stata messa in sicurezza. La diga a rischio tracimazione ora contiene centomila metri cubi d'acqua e non è più necessario svuotarla.

Maltempo. Fino a venerdì è previsto un peggioramento delle condizioni meteo, potrebbe piovere in serata con peggioramento martedì. Il dipartimento della protezione civile ha diffuso un allerta meteo. Le zone più colpite saranno il Sassarese, il Sulcis e il Medio Campidano. A Sestu, centro alle porte di Cagliari, sono stati distribuiti duemila sacchetti di sabbia nelle zone a rischio alluvione.

Stato di emergenza. Venerdì il Consiglio dei Ministri decreterà lo stato di emergenza per la Sardegna, come richiesto dalla Regione. Il ministero dell'Economia ha già stanziato 7 milioni di euro che si aggiungono ai 6,5 milioni messi a disposizione dalla giunta regionale che prevede lo stanziamento anche di altri 20 milioni. 

Inchiesta. La Procura indaga sulle concessioni alla costruzione, specie quelle rilasciate dopo l'alluvione del '99.  L'unico ufficio allagato del comune di Capoterra è proprio l'archivio in cui c'erano anche i documenti relativi alle autorizzazioni edilizie degli ultimi anni. La maggior parte della documentazione è comunque in salvo: i magistrati di Cagliari la stanno esaminando. È stata aperta formalmente un'inchiesta: il disordine urbanistico sarebbe responsabile del disastro almeno quanto il nubifragio. I geologi sardi lo hanno detto chiaramente: nella zona non esiste pianificazione urbanistica e mancano opere adeguate al deflusso dell'acqua. A Capoterra, in particolare, le case sono state costruite lungo i letti dei ruscelli.

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