ROMA - È di nuovo rottura tra la Cai e i sindacati. Nella notte la Compagnia aerea italiana ha abbandonato il tavolo di confronto sui contratti per la nuova Alitalia. Dopo oltre sette ore di negoziato, la Cai aveva ripresentato le proposte contrattuali iniziali, dando l'ultimatum ai sindacati. Per venerdì è prevista una riunione del consiglio di amministrazione che deciderà cosa fare.
Le ragioni della rottura. Fonti vicine alla Cai fanno sapere che i sindacati non hanno voluto rinunciare alle 45.000 giornate annue di permesso sindacale, che la Compagnia aerea italiana vuole invece ridurre a 3.500. Il presidente della Cai, Roberto Colaninno, ha espresso preoccupazione per la rottura della trattativa e ha auspicato che i sindacati ritrovino coerenza con gli accordi siglati a Palazzo Chigi.
La replica. Diversa la versione dei sindacati. Secondo le federazioni sindacali confederali è la Cai che si è «sottratta d'improvviso al confronto. Non vi sono state da parte del sindacato richieste diverse da quelle già concordate». Pertanto le associazioni di categoria non sono disponibili a essere «additate come capri espiatori per eventuali decisioni difformi dagli impegni assunti dinanzi al Paese». Il termine per la Cai per consegnare l'offerta vincolante al commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi scade alla mezzanotte di domani. Ora che la trattativa si è interrotta i sindacati dovranno chiedere un incontro immediato con il commissario.