Tutta l'Italia si è fermata per lo sciopero della scuola
Un milione e mezzo in piazza
Berlusconi: "scandalosi"
Il premier accusa la sinistra di mentire
Veltroni: "Sarà referendum"
30-10-2008 | Politica | Alessandro Tedde

ROMA - Si infiamma il clima politico dopo le manifestazioni
studentesche che hanno animato l'Italia. Mentre gli studenti circondano la sede del ministero dell'Istruzione il presidente del consiglio dichiara che «ancora una volta è emersa la scandalosa capacità della sinistra di mentire su cose di buonsenso» e di «difendere cose che non sono vere». Per tutta risposta il segretario del Pd Veltroni ha annunciato che «sarà referendum», mentre nel pomeriggio aveva invitato il governo ad «ascoltare la protesta» e «non restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni giorno».
Tutto nutile. Intorno alle 18 il ministro degli Interni Maroni,ha dichiarato che «chi occupa abusivamente le scuole impedendo ad altri di studiare sarà denunciato».
Sulla questione è intervenuto anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che per la prima volta ha ammesso che «forse il tempo che c'e' stato tra la decisione e il decreto e' stato troppo breve». L'attuale capo di An ha però attribuito le proteste a una «mancanza di informazione da parte del governo».
Intanto i sindacati hanno diffuso i primi numeri sulla partecipazione allo sciopero della scuola. Per i confederali sono scese in piazza un milione settecentomila persone e l'adesione del personale è stata dell'80% con il 90% degli istituti chiusi. Decisamente più basse le stime ministeriali che parlano del 57,1% del personale.
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