La critica di Calabrò alla tivù:
«Troppi contenuti banali»

Il presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni
indica il modello della BBC

30-10-2008 | Spettacolo | Michele Spanu

Calabrò

ROMA - Corrado Calabrò, il presidente dell'Agcom, non risparmia critiche per il basso livello qualitativo della televisione italiana. Stamane, nel suo intervento davanti alla commissione parlamentare sull'infanzia, ha detto che spesso le trasmissioni del piccolo schermo «sono dominate dall'assillo dei ricavi pubblicitari». «Al di là dei meccanismi di divieto (o dissuasione) a porre in essere determinati comportamenti nocivi per i minori, c'è - ha sostenuto - un problema di qualità dei contenuti che sono veicolati dalla televisione e dai nuovi media. La televisione italiana, la quale nel passato ha tanto contribuito alla crescita della società, oggi purtroppo presenta livelli di banalità e volgarità che la collocano al di sotto di altre televisioni europee». Dopo questa critica, rivolta soprattutto ai numerosi reality show che affollano la prima serata, il presidente ha consigliato alla tivù di cambiare strada e seguire l'esempio della televisione inglese, «che produce interessanti documentari», per colmare il crescente divario qualitativo tra le nostre televisioni e le migliori europee».

L'autorità per le Garanzie nella Comunicazioni è un organismo semi-indipendente (i suoi componenti sono nominati dal Parlamento) e ha diversi compiti di garanzia, primo fra tutti quello di vigilare sugli eccessi del mercato delle comunicazioni. Dal 1995 è presieduta dal giurista e scrittore calabrese Corrado Calabrò.

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