Piloti e hostess non firmano,
ore decisive per Alitalia

Il rischio di fallimento si fa sempre più alto.
La mediazione di Gianni Letta

31-10-2008 | Economia | Michele Spanu

Alitalia a terra

ROMA. La cosiddetta "cordata italiana" somiglia al gioco del tiro alla fune: da una parte Roberto Colaninno, dall'altra i sindacati. Il mancato accordo tra quattro sigle sindacali e l'amministratore delegato della Cai sta facendo vivere alla compagnia nascente un difficile travaglio a Palazzo Chigi, dove il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha cercato per tutto il pomeriggio di far firmare un protocollo d'intesa che unisse tutte le otto sigle sindacali. Finora i suoi sforzi sono stati inutili: i sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) hanno firmato l'offerta vincolante presentata dalla Cai, ma i rappresentanti autonomi dei piloti (Anpac, Up) e degli assistenti di volo (Avia e Sdl) hanno detto di no "perché sono stati stravolti gli impegni dell'accordo di settembre": mancano dunque quattro firme sulle otto necessarie. 

In serata le agenzie di stampa avevano diffuso un comunicato dalla Compagnia Aerea Italiana, in cui era scritto: "Non presenteremo l'offerta vincolante per Alitalia". Dopo qualche ora, però, la Cai ci ha ripensato e ha ripresentato l'offerta, ma al momento non è cambiata la posizione dei piloti e degli assistenti di volo. I tempi tecnici sono strettissimi: la Cai dovrà nascere entro mezzanotte, altrimenti le probabilità di fallimento diventeranno una certezza.

A Fiumicino, nel pomeriggio, si respirava aria di preoccupazione per la sorte della compagnia di bandiera. Gruppi di assistenti di volo e alcuni piloti si sono formati a discutere sul loro futuro: il personale sa bene che un fallimento porterebbe alla messa a terra della flotta aerea con il conseguente licenziamento di tutti i dipendenti. Gli scenari che si prospetterebbero sono legati alle procedure del diritto fallimentare: la compagnia diventerebbe vendibile a un prezzo stracciato ad un altro soggetto (Air France-Klm o Lufthansa), che potrà decidere in piena autonomia sulle condizioni di riassunzione dell'attuale personale.

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