Criminalità

Vandali incendiano un night club Ennesimo episodio a Sassari

Bruciati gli ingressi dell'Egyzia vicino all'Argentiera, sulla città si allunga l'ombra del racket

06-11-2008 | Cronaca | Valentina Guido

Un vigile del fuoco al lavoro

SASSARI - Qualcuno all'alba ha appiccato le fiamme a un locale notturno vicino a Sassari. Impossibile per ora dire di chi si tratti: i responsabili dell'attentato incendiario non sono ancora stati identificati. Il bersaglio dell'atto intimidatorio è l'"Egyzia", una discoteca che si trova sulla strada per l'Argentiera. Il night ha cambiato da poco gestione: lo hanno rilevato tre giovani appena un mese fa. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, una volante della polizia e uomini della squadra mobile.

I fatti. «Le due porte d'accesso sono state bruciate e il lucchetto della recinzione è stato tagliato», spiega la portavoce della Questura, Bibiana Pala. «L'incendio è sicuramente doloso, ma stiamo aspettando i risultati delle analisi della polizia scientifica». Per il momento i colpevoli hanno fatto perdere le loro tracce, ma le indagini proseguono. Secondo le prime ricostruzioni, qualcuno ha forzato il cancello, si è introdotto nel cortile dell'Egiptia e ha dato alle fiamme i due ingressi del locale.

I precedenti. Non è la prima volta che episodi del genere accadono nel territorio di Sassari. Solo pochi mesi fa, nel febbraio 2008, una sorte anche peggiore era toccata al "Play Café" di Viale Adua, dove, intorno alle due del mattino, un'esplosione, innescata da 15 litri di benzina, aveva fatto saltare in aria le serrande del locale. Pochi mesi prima, nell'ottobre del 2007, era stato il bar "Punto di alto gusto" di Predda Niedda a rischiare una deflagrazione in pieno orario di lavoro. La tragedia è stata evitata per puro caso, perché un cameriere ha spostato un secchio e ha trovato due candelotti di gelatina inesplosi. Come spesso accade, il titolare si è detto estraneo alla faccenda, per nulla sotto pressione da parte di concorrenti o strozzini. E come dimenticare nel gennaio del 2006 lo stabilimento balneare carbonizzato tra la rotonda e quel che rimane del Lido Iride? O, ancora più clamorosa, la serie di attentati che nel 2003 colpì diverse attività commerciali nella zona di via Amendola. Allora la stampa locale parlò di una "mano invisibile" che aveva come obiettivo, se non un vero racket, almeno la volontà di creare problemi ai settori più floridi dal punto di vista economico, specialmente quello della ristorazione.

Racket? Impossibile non cercare un collegamento tra tutti questi atti vandalici e chiedersi se in città non ci sia un racket. Sebbene i titolari dei bar e negozi presi di mira abbiano sempre dichiarato di non avere nemici, è un fatto che in qualche caso, come quello del bar "Punto di alto gusto", il proprietario possiede altri due bar con una clientela consolidata.«Non esistono prove di un collegamento tra tutti questi atti vandalici», risponde la portavoce della questura di Sassari Bibiana Pala. «E' troppo presto, perché nel caso della discoteca "Egyzia" stiamo ancora aspettando i risultati delle perizie scientifiche. Però l'ipotesi di un racket non va certamente scartata a priori», conclude Bibiana Pala.

Un caso di stalking. L'ultimo episodio di danneggiamento di un'attività commerciale a Sassari ha riguardato una lavanderia: quest'estate un uomo, con il favore delle tenebre, ha cosparso di benzina le serrande del negozio dell'ex fidanzata e ha scatenato le fiamme. Ma, almeno in questo caso, gli affari non c'entrano: era un caso di stalking, una persecuzione ai danni della donna che lo aveva lasciato.


 

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