Il neoeletto non lascerà senza aver prima sentito le più alte cariche istituzionali

Rai, Villari è il capo della Vigilanza

Blitz del Pdl che vota un uomo dell'opposizione ma non Orlando. L'opposizione lo invita a dimettersi

13-11-2008 | Politica | Elisa Trincia

Riccardo Villari

ROMA - E' Riccardo Villari il nuovo Presidente della commissione di Vigilanza Rai.  Villari e non Leoluca Orlando come chiesto dal Partito democratico e Italia dei valori. Eletto, però, e subito invitato dal suo partito, il Pd, a dimettersi. Ennesimo colpo di scena in una querelle che dura da diversi mesi.
Villari, appena eletto, dichiara: «Farò quello che dice il partio, mi consulterò con Napolitano, Schifani e Fini».

Le reazioni. Per l'opposizione questo «è un atto  inimmaginabile da regime, non da democrazia commenta Walter Veltroni, leader del Pd. Anche Antonio Di Pietro insorge contro Berlusconi, in un discorso alla Camera, accusando il Presidente del Consiglio di essere «come Videla. L'elezione di Villari è l'atteggiamento tipico di una dittatura argentina, ultimo atto di una deriva democratica». La maggioranza, invece, sembra aver accolto con favore l'elezione di Riccardo villari. Per Maurizio Gasparri questa scelta «rappresenta una soluzione che sblocca una vicenda che ha una rilevanza istituzionale iportante. Villari ha raccolto voti trasversali, e cioè più voti di quelli a disposizione del centrodestra. A questo punto crediamo che la Vigilanza possa funzionare, con un presidente affidato all'opposizione».

Il voto. Riccardo Villari è stato eletto con 23 voti. Ora l'opposizione fa i conti perché a disposizione della maggioranza c'erano solo 21 preferenze (uno era assente). Qualcuno dell'opposizione ha votato non seguendo le direttive del partito. C'è chi punta il dito contro i due dell'Udc ma Roberto Rao, interpellato in proposito,  spiega non è così perché non hanno partecipato al voto.

La decisione. Ora l'attesa è tutta per la decisione di Villari. Il Partito democratico ha subito invitato il neoeletto a dimettersi. Villari però, dopo oltre un'ora di suspance annuncia la sua volontà di non dimettersi prima di aver sentito le più alte cariche isituzionali. «Vedrò appena possibile il presidente della Repubblica e i presidenti di Camera e Senato. Poi all'interno del gruppo politico e dei partiti che lo compongono saranno fatte le valutazioni».  
  • Riccardo Villari

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