Questa mattina al Quirinale la cerimonia

Napolitano : "Gli immigrati danno forza e freschezza al Paese"

Nel 2007 39mila nuovi cittadini italiani

13-11-2008 | Politica | Mara Fratus

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ROMA - "Gli immigrati sono un fattore di forza e freschezza per il Paese, occorre un clima di apertura e apprezzamento verso gli stranieri che si fanno italiani". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha accolto con queste parole una rappresentanza dei 39mila nuovi italiani, che hanno ottenuto la cittadinanza nel 2007 e che si sono recati questa mattina alla cerimonia del Quirinale. "L'afflusso negli ultimi dieci anni è più che triplicato e pone un problema di migliore inserimento sociale e - agginuge Napolitano - allo stesso tempo il problema di trarne nuova linfa per rafforzare la popolazione italiana, arricchendola di apporti validi e di elementi preziosi di dinamismo". Nel suo disocrso il presidente ha chiarito che "si deve prendere coscienza che il fenomeno dell'immigrazione italiana non ha più un carattere temporaneo" e ha chiesto meno rigidità sui tempi di attesa per ottenere la cittandinaza. Ha inoltre ribadito che oltre alla "necessaria conoscenza della storia e della lingua del nostro Paese è fondamentale la condivisione dei principi giuridici e costituzionali del nostro Stato democratico".

Il Vaticano. "Non posso che apprezzare quello che ha detto il presidente Napolitano", ha commentato il presidente del pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace, cardinal Renato Raffaele Martino. "Gli immigrati - ha aggiunto - non sono un peso per l'Italia. Vengono sicuramente per la loro necessità, ma offrono il loro lavoro e la loro azione".

Gianfranco Fini. "E' cambiata la realtà sociologica del Paese, sono maturi i tempi per discutere di una nuova legge. La legge attuale mostra gli anni che ha: non perché siano tanti, bensì perché in questi anni la società italiana è cambiata profondamente". Ha sottolinearlo è stato il presidente della Camera Gianfranco Fini dopo la cerimonia al Quirinale. "L'Italia é un Paese che sempre di più si confronta con il tema dell'immigrazione  - conclude Fini - e con il problema dell'integrazione, il cui anello ultimo è la cittadinanza".

Roberto Maroni. "Il rispetto dei nostri valori fondanti e la conoscenza essenziale della nostra lingua e della nostra storia devono essere accertati con serenità ed equilibrio affinché non si giunga a concedere il beneficio della cittadinanza indistintamente a tutti attraverso valutazioni superficiali", ha aggiunto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, spiegando che "la sfida che abbiamo avanti è quella di considerare l'attribuzione della cittadinanza quale traguardo di un percorso di reale integrazione e  - conclude il ministro - non semplicemente come uno degli strumenti attraverso i quali perseguirla".

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