Le uscite cinematografiche secondo i principali giornali

"Galantuomini", ottimo Winspeare
Ridley Scott convince a metà

Successo di critica per il film del regista italo-inglese
Tra le altre pellicole, sbadigli per "Twi

21-11-2008 | Spettacolo | Simone Callisto Manca

Donatella Finocchiaro, protagonisti di

SASSARI - La trama e le recensioni che i tre principali quotidiani italiani dedicano alle uscite cinematografiche di oggi, 21 novembre 2008.

Twilight (Usa 2008, di Katherine Hardwicke, con Kirsten Stewart e Robert Pattinson): una storia d'amore poco convenzionale ambientata a Fork, nello Stato di Washington, tra un'adolescente problematica, Bella, e un giovane misterioso e sensibile, in realtà un vampiro di 108 anni, Edward. Per avere Bella, Edward dovrà lottare con i vampiri della gang rivale.

Il film, considerato già un cult da milioni di giovani nel mondo che hanno letto l'omonimo libro da cui è tratto, non suscita reazioni entusiastiche su "Corriere", "Repubblica" e "Stampa". Sul quotidiano di Milano, Maurizio Porro parla di  «noia cult» e di «forma narrativa semplicistica e infantile, fiaba da 400 pagine che corre inciampando nella noia con qualche effetto speciale». Anche "La Repubblica" liquida la pellicola («che noia e che rimpianto per i film di paura che fanno paura»), mentre "La Stampa" è in controtendenza osservando che «non è fatto male né ridicolo, sceglie bene l'ambientazione provinciale e i protagonisti».

Nessuna verità (Usa 2008, di Ridley Scott, con Russel Crowe e Leonardo di Caprio): la Cia è sulle tracce di un leader della jihad, una sorta di Osama bin Laden. Due agenti segreti cercano di catturarlo, e sarà scontro tra l'idealista Di Caprio e il cinico Crowe.

Anche qui la stampa italiana dà giudizi agrodolci. La proverbiale perizia tecnica del regista Ridley Scott è sottolineata dall'ultima frase della recensione del quotidiano di Torino: «Scene forti, ritmo serrato, un pò di confusione nel tessere la fila ambigua del gioco spionistico, ma nell'insieme un film di eccellente qualità». Anche "La Repubblica" insiste sulla fattura tecnica del film («Con le sequenze di azione Ridley Scott ci sa ancora fare, ci mancherebbe... ») denunciando però un eccessivo schematismo nella costruzione dei personaggi tra un Di Caprio "troppo buono" ed un Crowe "troppo cattivo". Il giudizio è condiviso dal "Corriere": «trama oscura» e «farraginosa, dove tutti tradiscono tutti e sono pronti a tutto», «grande spettacolo con sensazionali scene d'azione e divi bravi. Ma non basta».

Rachel sta per sposarsi (USA 2008, di Jonhathan Demme, con Anne Hataway): il ritorno a casa di Kym (Anne Hataway) per il matrimonio della sorella Rachel scatena reazioni imprevidibili e tensioni a lungo sopite. Tutto in un weekend.

Qui i critici sono concordi: "Rachel getting married" è un bel film. Il "Corriere" dà al lungometraggio di Demme voto 7, legando il personaggio della Hathaway ai «ritratti femminili" di Truman Capote e Tennesse Williams. Ancora, «cast in stato di grazia patologica»  che mette in scena un segreto non rimosso mina alla base la felicità della famiglia tipica Usa». Per "La Repubblica", in questo film Demme ricorda Ettore Scola o l'indiana Mira Nair, mentre il personaggio di Kym è  «la sorella del giovane Holden», mentre per "La Stampa" Anne Hathaway la "«impersona in una chiave di disperazione toccante senza mai cadere nel melodrammatico»".

Galantuomini (Italia 2008, di Edoardo Winspeare, con Donatella Finocchiaro e Fabrizio Gifuni): Siamo negli anni ' Lecce. Il ritorno a casa del giudice Ignazio, dopo molti anni passati nel nord Italia e il suo amore per Lucia, infatuazione segreta da anni, rappresentante di profumi ma in realtà braccio destro di un locale boss della Sacra Corona Unita.

Questo è il film della settimana che riscuote la maggiore attenzione da parte dei tre quotidiani. Il "Corriere" gli dedica una pagina, a cura del suo critico di punta, Paolo Mereghetti. Già dal titolo «Il drogato, la donna del boss e il magistrato: le innocenze perdute nel Salento dei mafiosi», si scrive che a Mereghetti il film è piaciuto, e molto. Il giornalista elogia soprattutto Winspeare scrivendo che «lascia parlare i fatti. O meglio: filma i fatti per far capire allo spettatore l'impossibilità di ritrovare nel cuore dei suoi protagonisti quell'innocenza e quella dolcezza che gli anni della giovinezza avevano fatto supporre», oltre che di «melodramma che infrange le regole del genere».  Roberto Nepoti, sul quotidiano diretto da Ezio Mauro, elogia la prova della protagonista, Donatella Finocchiaro,  «brava a rappresentare sentimenti ambigui e contraddittori», denunciando però nella storia d'amore tra giudice e capomafia «la forza e insieme il limite del film», storia d'amore che ne "La Stampa" (che dedica a "Galantuomini" metà della sua pagina sul cinema) è invece descritta come piena «di uno slancio e una malinconica freschezza non frequenti nel nostro cinema».

  • Donatella Finocchiaro, protagonisti di

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