Lavoratori Tirrenia in sciopero
109 milioni per salvare la flotta
Convenzione in scadenza: i sindacati vogliono la proroga
Regione e Filt-Cgil sarda: liberalizziamo
21-11-2008 | Sardegna | Andrea Fagioli

CAGLIARI - Ha avuto un'adesione altissima ieri lo sciopero dei lavoratori Tirrenia che chiedono lo stanziamento dei 109 milioni di euro necessari alla sopravvivenza della flotta pubblica. La convenzione per il trasporto marittimo con oneri di servizio pubblico tra lo Stato e la compagnia scade infatti il 31 dicembre e Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil Trasporti, che mercoledì prossimo incontreranno il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Altero Matteoli, puntano al prolungamento dell'accordo fino al 2012. L'obiettivo dei sindacati è risanare completamente la compagnia e venderla a prezzo di mercato, senza essere costretti a svenderla. I confederali, mostrando la loro disponibilità nei confronti di una possibile privatizzazione della Tirrenia, hanno comunque ribadito il loro no a qualsiasi ipotesi di cessione a gruppi armatoriali concorrenti che punterebbero esclusivamente ad acquisire il monopolio delle rotte, senza curarsi minimamente del futuro dell'azienda e dei suoi circa 3.000 dipendenti. Controcorrente invece la posizione della Filt-Cgil sarda che, in linea con il governatore Renato Soru, non vuole il prolungamento della convenzione e chiede che a gennaio si apra una gara d'appalto internazionale.
Tuveri (Fit-Cisl): "Risanare e vendere". Il segretario regionale della Fit-Cisl Sardegna, Marcantonio Tuveri, ha detto a Reporters online che i sindacati confederali "hanno scelto di concertare un prolungamento della convenzione con la Tirrenia, in maniera tale che venga risanata al meglio l'azienda e si possa vendere poi 'in toto' e con un certo valore di mercato".
"Se non viene rinnovato l'accordo - ha continuato - il rischio è che i grossi privati come Snav, Grimaldi e Moby si accaparrino le linee più convenienti e si disinteressino del futuro aziendale".
Bianco (Filt-Cgil): "Arst acquisisca Saremar". Diverse le posizioni della Filt-Cgil regionale che, in controtendenza rispetto alle posizioni del sindacato nazionale, è contraria alla proroga della convenzione e vuole la liberalizzazione delle vie del mare sul modello di quanto fatto con le vie aeree. "Noi riteniamo che la Tirrenia debba terminare la sua esperienza in concessione - ha detto a Reporters online il segretario Alessandro Bianco - e chiediamo che venga pubblicato un bando internazionale. La compagnia sta offrendo un servizio scadente e, soprattutto al sud dove non c'è concorrenza, non è adeguato alle necessità dei sardi. Per quanto riguarda invece le tratte regionali della Saremar (controllata dal gruppo Tirrenia) vogliamo che passino alla Regione e confluiscano nell'Azienda regionale sarda trasporti (Arst) con una divisione navigazione" ha concluso.
La Regione contro il "monopolio" Tirrenia. Il governatore sardo, Renato Soru, e l'assessore ai Trasporti, Sandro Broccia, chiedono che non venga prolungata nemmeno un'ora la convenzione tra Stato e Tirrenia e hanno avanzato tre proposte alternative per vincere quello che viene definito un "monopolio". Soru e Broccia hanno dichiarato, di fronte alla commissione della Camera, che alla Regione basterebbero 25 milioni di euro per due anni (adesso lo Stato versa alla flotta pubblica 50-60 milioni di euro all'anno) e il resto verrebbe messo nel bilancio regionale. In alternativa lo Stato potrebbe cedere alla Regione il ramo d'azienda che gestisce i collegamenti isolani. La terza e più radicale proposta, sposata anche dalla Filt-Cgil di Cagliari, è quella della completa liberalizzazione.
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