In 5.600 per 500 posti da uditore giudiziario

Concorso per magistrati nel caos
Codici fuorilegge durante la prova

Espulsi i truffaldini benché muniti di timbro
Esame valido, ma il presidente si dimette

21-11-2008 | Cronaca | Caterina Cossu

toghe magistrati

MILANO - Presentarsi in un'aula di esame di Stato con fotocopie, bigliettini e i classici "aiutini" non è ammesso. Qualcuno, però, pare lo abbia dimenticato nell'ultimo concorso per aspiranti magistrati svoltosi questa settimana a Milano. Nell'aula della prova d'esame sono stati introdotti, con tanto di timbro ministeriale di approvazione, dei codici contenenti esplicazioni e commenti. La sommossa degli studenti non si è fatta attendere, con tanto di grida contro la commissione.

Il fatto - Si sono presentati in 5.600 lunedì mattina, nei padiglioni della Fiera di Milano a Rho, per il concorso indetto dallo Stato per 500 posti da uditore giudiziario. In aula si può accedere solo con dei semplici codici senza commento, in conformità al bando di concorso. Iniziano così due giorni di code e controlli da parte del cancelliere del tribunale, che ha il compito di apporre sui testi il timbro di approvazione del Ministrero della Giustizia. Mercoledì, giorno della prova scritta, la sorpesa: qualche futuro tutore della legge sfodera sul banco testi "fuorilegge" che hanno magicamente ottenuto il beneplacito della cancelleria, e quindi della commissione, bigliettini e fisarmoniche con le tracce.

La reazione - Verso le sei del pomeriggio i candidati sono stati autorizzati ad uscire dall'aula, e in molti hanno varcato la soglia furenti, urlando le invettive più disparate. Le voci si sono alzate sempre più, finché non è partito il coro di invettiva contro la commissione «Vergogna, vergogna». Una cinquantina di ragazzi ha abbandonato il concorso e chiede tutt'ora che venga annullato. Sono scattate immediatamente le proteste e le denuncie in procura. Alla fine, 21 candidati sono stati espulsi il giorno stesso e altri cinquanta circa giovedì.

Presidente dimissionario e nulla di fatto - Stamattina sono stati in tanti a rinunciare alla prova. Una domanda aleggia serpentina, e cioè come mai il Presidente della commissione abbia lasciato l'incarico dopo una settimana, ed essendo stato nominato appena due settimane prima della prova. Quel che rimane ora sono i disagi e l'impegno finanziari cui i futuri magistarti, provenienti da tutta italia, hanno dovuto far fronte. In tanti non si spiegano come mai il concorso si tenga nella sede unica di Milano quando negli anni passati si teneva anche a Roma.

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