Una ventata di meritocrazia per l'università

La ricerca in Italia è giovane
Commissione under 40 per i fondi

Assegnate le risorse della Finanziaria 2007
Ma è ancora mistero per i progetti di quest'anno

21-11-2008 | Politica | Caterina Cossu

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ROMA - Meritocrazia under 40. Parte in questi giorni la fase finale del progetto "Bando giovani ricercatori 2007" e una commissione di giovani giudicherà candidati altrettanto giovani per l'assegnazione dei fondi statali per la ricerca.

Finanziaria 2007 - La legge finanziaria varata dall'ultimo governo Prodi prevede che almeno 5% dei fondi destinati alla ricerca sanitaria del Ministero sia assegnato a progetti di giovani ricercatori. Per questo motivo, è stata composta una commissione di 10 ricercatori, scelti secondo la valutazione dell'impatto dei loro lavori nel mondo scientifico. A capo dello staff, formato per metà da italiani e per l'altra metà da stranieri, c'è la dottoressa Monica Buzzai, 37 anni. Il decemvirato ha selezionato dai 1.500 progetti arrivati alla chiusura del bando, 40 progetti. Di questi, 26 sono finanziabili: 20 progetti riguardano la ricerca innovativa, mentre 6 quella nel campo delle problematiche socio-sanitarie. Il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio ha spiegato che il 40-50% del totale riguarderà il campo della ricerca traslazionale, cioè la ricerca nel campo preclinico che poi trasferisce risultati in quello clinico. Un altro 15%, invece, verterà sulla ricerca socio-sanitaria. Il resto riguarderà la ricerca di base.

Il finanziamento - I giovani vincitori del bando avranno a loro disposizione quasi 500 mila euro per ogni proggetto di ricerca. Per l'amministrazione delle risorse finanziarie sarà seguito il modello americano: ogni ricercatore potrà decidere autonomamente come impiegare i soldi ricevuti. Ma questa ondata di meritocrazia, piacevole novità nel sistema italiano costellato di scandali dal sapore nepotistico e tagli alla scuola, potrebbe infrangersi subito su uno scoglio. Degli 80 milioni stanziati per il prossimo concorso 2008, attualmente sono assicurati solo quelli messi a disposizione dal ministero del Welfare, che ammontano a 30. All'appello mancano i 50 milioni del ministero dell'Università. Dopo un periodo di silenzio sull'argomento, il ministro Gelmini ha informato che il bando è in via di preparazione.

Lo spettro americano - Le perplessità non sono esaurite. Il ministero del Welfare, infatti, ha annunciato la sua intenzione di affidare la valutazione dei progetti targati Italia al National Institutes of Health americano. Si profila all'orizzonte così lo spettro del "furto di idee", che arrecherebbe danno ai ricercatori e impoverirebbe di "cervelli" il nostro Paese.

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