Tavolo a Bruxelles tra i 27 Stati dell'Unione europea

Nei banchi dei mercati
più latte italiano

Il ministro Zaia strappa altre 600mila tonnellate. Nel 2015
la liberalizzazione delle quote

21-11-2008 | Economia | Francesco Pirisi

ROMA. L'Italia potrà produrre 600 mila tonnellate in più di latte vaccino all'anno. E' il risultato più importante conquistato nei giorni scorsi dal ministro delle Politiche agricole, il leghista Luca Saia, davanti alla Commissione europea. Un aumento che porta a 10 milione e mezzo di tonnellate il tetto della produzione. Il tavolo delle trattative ha coinvolto i 27 Paesi dell'Unione europea. I rappresentanti nazionali hanno cercato di spuntare condizioni più favorevoli, anche per contrastare la concorrenza dei paesi extraeuropei e, soprattutto, asiatici, che si fa sempre più agguerrita.
Quote da distribuire in Italia. Ora si pone la questione di come distribuire le nuove quote italiane. Attualmente le maggiori produzioni sono nelle regioni del nord, a partire dalla Lombardia, che sicuramente avrà un nuovo vantaggio

dall'apertura di Bruxelles.
Si tratta di un primo passo in previsione del 2015, quando dovrebbe arrivare la liberalizzazione delle quote, introdotte in Europa nel 1984. Con sicuro sollievo degli allevatori, che hanno sempre mal digerito i limiti e le multe arrivate per punire il mancato rispetto delle quote stesse.
L'Italia, anche in questo comparto, soffre il maggior peso politico e anche economico di Germania e Francia. La

riprova nei numeri di consumo nazionale, dove ogni giorno su ogni tre litri di latte acquistati due arrivano da oltre confine.
Riforma incentivi agricoli. Il tavolo europeo ha anche stabilito che prima del 2012 il 10 per cento degli incentivi agricoli dovranno essere destinati a piani di sviluppo eco-compatibili.
Regole che saranno messe a punto nel prossimo Consiglio dei ministri, previsto per il 29 novembre. Momento in cui si affronteranno le questioni dell'agricoltura dopo il 2013, quando terminerà la prima frazione di vita della nuova Pac (la Politica agricola comunitaria).