L'incentivazione di impianti fotovoltaici: il Conto Energia

Caratteristiche e punti di forza del decreto legge 19 febbraio 2007

15-12-2008 | Media | Alessandro Pirino

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SI SENTE sempre più spesso la parola fotovoltaico, intorno ad essa c'è molta curiosità ma anche molta diffidenza. Ma cosa c'è alla base del nuovo business del fotovoltaico in Italia? Si tratta del Conto Energia, il decreto legge 19 febbraio 2007 che determina le condizioni e stabilisce gli incentivi statali relativi alla produzione di energia tramite impianti fotovoltaici.

Il decreto nasce con un solido obbiettivo: portare in Italia il livello di produzione di energia fotovoltaica a 150 MW. Per far ciò si è elaborato un sistema di incentivazione che premia il livello di integrazione architettonica degli impianti ma tiene anche conto delle certificazioni energetiche che ormai, per legge, tutti i nuovi edifici devono possedere. Cio dimostra il fatto che essi sono costruiti tenendo conto di tutti i parametri per il miglior risparmio energetico possibile.

Ma veniamo al punto forte della legge, innanzitutto essa si sofferma sulla differenza tra le diverse tipologie degli impianti, ovvero integrati, semi-integrati e parzialmente integrati. I primi sono inseriti sul tetto degli edifici al posto delle tegole, i secondi appoggiati su di esse, i terzi montati a terra o verticalmente sui muri degli edifici. Le tariffe sono erogate tenendo conto di queste tre modalità e sono maggiori nel caso di impianti integrati.

Come funziona? Viene erogata una tariffa che va da 0,36 centesimi di euro sino a 0,49 ( a seconda delle dimensioni dell'impianto) per ogni kw/h prodotto. Considerando le ore di luce al Sud Italia si avrà, per un impianto a dimensione familiare di 3 kw/p, una incentivazione che supera i duemila euro l'anno.

Il decreto parla inoltre di scambio sul posto o di "vendita dell'energia prodotta" la prima tipologia rientra in impianti che vanno da 1 a 20 kw/p, la seconda tipologia da 20kw/p in su. Lo scambio sul posto consente appunto di scambiare l'energia prodotta con quella consumata, che viene prelevata dalla rete Enel o da un altro operatore, così, a fine anno, tramite un conguaglio, si vedrà se la piccola  produzione copre il consumo o no. Si possono avere due possibilità: se abbiamo consumato di più di quanto prodotto pagheremo la differenza al fornitore (Enel o altri) se invece abbiamo prodotto di più di quanto consumato l'energia rimarrà a noi con la possibilità di essere consumata per i prossimi tre anni. Facendo così si ha quindi la possibilità di azzerare la nostra bolletta.

Un'altra cosa importante da segnalare è che le tariffe possono essere aumentate del 30% nel caso in cui l'abitazione disponga di una certificazione energetica.

Abbiamo detto che le tariffe vengono erogate, da un ente statale costituito apposta il GSE e arrivano a circa duemila euro per un impianto semi integrato (la tipologia più comune) di 3 Kw, aggiungiamo a questo il guadagno, dovuto al non pagare più la nostra bolletta all'Enel, altri mille euro circa, abbiamo un guadagno annuo di circa tremila euro. Gli incentivi vengono erogati per 20 anni, fate voi la moltiplicazione. Come ultima cosa non bisogna dimenticarsi che con lo "scambio sul posto" risolviamo per i prossimi 25 anni( questa la durata garantita di un impianto) il problema degli aumenti del prezzo dell'energia elettrica in maniera definitiva. Quanto costerà il prezzo dell'energia tra dieci anni? Non riesco a immaginarlo, ma dal momento che ho l'impianto sul tetto questo non sarà più un mio problema.

Il conto energia messo a punto sul modello tedesco è più che una legge, per tutti quelli che ne usufruiscono si rivela un investimento. Il miglior investimento possibile in un periodo di crisi ed instabilità economica. Per maggiori informazioni www.gse.it.

Prima si è parlato di 150 MW di tetto massimo da raggiungere prima della cessazione degli incentivi, le stime dicono che questa soglia si raggiungerà in quattro anni. Chi può dovrebbe approfittarne adesso.

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