Blitz condotto dai carabinieri all'alba

Maxi operazione anti-mafia
99 boss in manette

Secondo le accuse volevano ricostruire il sistema operativo di "Cosa Nostra"

16-12-2008 | Cronaca | Francesco Bellu

carabinieri

PALERMO - Ricostruire 'Cosa Nostra' e le sue strutture organizzative. Con queste accuse sono stati arrestati stamattina 99 persone, tra boss e affiliati, appartenenti alle famiglie mafiose più note del palermitano.
L'operazione, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Palermo e ordinata dai pm della Direzione distrettuale anti mafia (Dda) del capoluogo siciliano, si è resa necessaria per il pericolo di fuga degli indagati e per evitare omicidi che erano in fase di progettazione.

Il maxi blitz, denominato "Perseo", ha permesso di stroncare sul nascere la ricostituzione di una nuova "Commissione provinciale", un organismo gerarchico in cui venivano decise strategie e azioni criminali da compiersi. Secondo i magistrati della Dda dietro questo ambizioso progetto ci sarebbe il sostegno del 'super padrino' latitante, Matteo Messina Denaro, che dopo la cattura di Bernardo Provenzano prima e di Salvatore e Sandro Lo Piccolo poi, aspira a prenderne il posto come 'capo' di Cosa Nostra.

Tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, durate 9 mesi, sono inoltre emersi anche rapporti con la politica isolana attraverso l'appoggio durante le elezioni a candidati considerati affidabili.

«Con questa operazione si è impedito a Cosa Nostra di rialzarsi, recidendo tutte le teste strategicamente pensanti di una nuova struttura di comando che avrebbe dovuto deliberare, come una volta, su cose gravi» ha commentato il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, che si è complimentato per il brillante risultato dell'operazione.


 

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