NAPOLI - Ciclone giudiziario si abbatte sulla giunta comunale di Napoli: dodici finiscono in manette tra assessori e collaboratori. Coinvolti anche i parlamentari Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd). Le accuse vanno dall' associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, all' abuso d'ufficio e corruzione.
Al centro dell'indagine c'è la delibera mai approvata dalla giunta Iervolino chiamata "Global service". Un appalto dal valore di 400 milioni di euro in cui si destinavano a un unico gestore una serie di lavori pubblici e manutenzioni di competenza comunale, quali strade, patrimonio pubblico e mense scolastiche.
L'operazione, condotta dalla Dia e dai Carabinieri di Caserta, che ha accolto le richieste della Direzione distrettuale antimafia napoletana, ha coinvolto quattro assessori della giunta partenopea, tra già dimissionari e attualmente in carica più i loro collaboratori. Tutti sono ai domiciliari. Unico finito in carcere, per il momento, è l'imprenditore Alfredo Romeo.
Sarebbe, inoltre, stata chiesta l'autorizzazione a procedere alla Camera dei deputati anche per poter utilizzare alcune intercettazioni telefoniche che vedrebbero il coinvolgimento dei due parlamentari Bocchino e Lusetti. Per tutti e due l'accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta.