Al centro un affare di oltre 400 mln di euro

Napoli: assessori in manette,
coinvolti Bocchino e Lusetti

L'accusa è di corruzione sugli appalti del comune
In carcere l'imprenditore Alfredo Romeo

17-12-2008 | Cronaca | Francesco Bellu

Napoli - Piazza del Plebiscito

NAPOLI - Ciclone giudiziario si abbatte sulla giunta comunale di Napoli: dodici finiscono in manette tra assessori e collaboratori. Coinvolti anche i parlamentari Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd). Le accuse vanno dall' associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, all' abuso d'ufficio e corruzione.

Al centro dell'indagine c'è la delibera mai approvata dalla giunta Iervolino chiamata "Global service". Un appalto dal valore di 400 milioni di euro in cui si destinavano a un unico gestore una serie di lavori pubblici e manutenzioni di competenza comunale, quali strade, patrimonio pubblico e mense scolastiche.

L'operazione, condotta dalla Dia e dai Carabinieri di Caserta, che ha accolto le richieste della Direzione distrettuale antimafia napoletana, ha coinvolto quattro assessori della giunta partenopea,  tra già dimissionari e attualmente in carica più i loro collaboratori. Tutti sono ai domiciliari. Unico finito in carcere, per il momento, è l'imprenditore Alfredo Romeo.

Sarebbe, inoltre, stata chiesta l'autorizzazione a procedere alla Camera dei deputati anche per poter utilizzare alcune intercettazioni telefoniche che vedrebbero il coinvolgimento dei due parlamentari Bocchino e Lusetti. Per tutti e due l'accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta.

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