La clinica di Udine procederà dopo i chiarimenti legali

Eluana: «Il decreto è esecutivo
Il sondino si può staccare»

Il giudice Lamanna risponde a Sacconi, ma il ministro ribadisce «La casa di cura rischia sanzioni»

18-12-2008 | Cronaca | Maria Elena Tanca

Eluana Englaro

MILANO - Nessun rischio di sanzione per la clinica di Udine nel caso in cui dovesse decidere di procedere alla sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale per Eluana Englaro, andando contro la disposizione annunciata ieri dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Lo ha precisato oggi il giudice della prima sezione civile della Corte d'appello di Milano, Filippo Lamanna, magistrato estensore del decreto con cui, lo scorso luglio, Beppino Englaro era stato autorizzato a interrompere l'assistenza nei confronti della figlia, in coma da quasi 17 anni. «Il decreto - ha spiegato Lamanna - non ha bisogno di alcuna ulteriore certificazione di esecutività perché la legge dice che tutte le volte che un provvedimento giudiziario non è più soggetto a impugnazione diventa definitivamente esecutivo».

L'INTERVENTO DI SACCONI - Sacconi non si dà per vinto e, aprendo uno scontro senza precedenti con l'ordine giudiziario, ribadisce che andrà dritto per la sua strada, sanzionando duramente la clinica di Udine in caso di applicazione dell'ordinanza confermata dalla Cassazione. «Certi comportamenti difformi da quei principi - ha minacciato il ministro - determinerebbero inadempienze con conseguenze immaginabili».

L'INTERRUZIONE DELL'ITER - La dirigenza della casa di cura in cui Eluana dovrebbe essere trasferita già domani ha ribadito questa mattina la disponibilità ad accogliere la paziente per mettere in pratica l'ordinanza, ma ha precisato di voler prima verificare la regolarità giuridica di questo comportamento. «Abbiamo sospeso temporaneamente l'iter, in attesa che i legali che tutelano Eluana Englaro e la sua famiglia dimostrino che l'incursione del ministro Maurizio Sacconi non intacca la validità del decreto della Corte d'appello di Milano e della Corte di cassazione» ha spiegato Claudio Riccobon, amministratore delegato della casa di cura "Città di Udine", riferendosi all'atto di indirizzo che il ministero del Welfare ha inviato a tutte le regioni. Il trasferiento di Eluana nella clinica sarebbe dovuto avvenire già ieri sera, ma è stato sospeso in seguito al provvedimento emanato ieri dal ministro Sacconi, che dichiara illegale la sospensione di nutrizione e idratazione per le persone in stato vegetativo nelle strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale. «Ora la questione è legale, o meglio giuridica. Noi confermiamo la nostra disponibilità - ha continuato Riccobon - ma in un percorso chiaro dal punto di vista legale. Saranno i legali della famiglia a decidere quando. Noi siamo pronti».

LA CURATRICE - «L'unica strada che al momento riesco a intravedere è quella di chiedere alla cancelleria della Corte d'appello di emettere una formula esecutiva del decreto». Lo ha detto la curatrice speciale di Eluana, l'avvocato lecchese Franca Alessio, rispondendo a una domanda su quale strada potrebbero percorrere i legali dopo la decisione della casa di cura. «Capisco perfettamente la posizione della clinica che deve tutelarsi e non può certo mettere a repentaglio la propria attività - ha continuato il legale - ma non riesco a capire che cos'altro potremmo fare dal momento che esiste una sentenza definitiva».

IL DISTACCO - Una volta espletate le formalità legali, il percorso del distacco dell'alimentazione artificiale a cui Eluana è sottoposta da 17 anni sarà abbastanza lungo. I sanitari parlano di circa 15 giorni. In seguito la donna sarà sepolta a Paluzza (Udine), in Carnia, terra d'origine della famiglia.

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