A Jabaliya una stazione di rifornimento è andata in fiamme
No di Israele e Hamas al piano
Onu: "Massacri di civili a Gaza
I carrarmati israeliani hanno aperto il fuoco in diverse località della Striscia
09-01-2009 | Esteri | Mirko Peddis

GERUSALEMME - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato, con l'unica
astensione degli Stati Uniti, una risoluzione che chiede l'immediato
cessate il fuoco ed esorta a permettere la distribuzione di aiuti
umanitari. Hamas e Israele hanno respinto la risoluzione.
Israele viola il cessate il fuoco. Secondo alcuni testimoni i carrarmati israeliani hanno aperto il fuoco in diverse località della
Striscia di Gaza violando di fatto il cessate-il-fuoco "umanitario" di tre ore
annunciato stamane. Lo sostengono alcuni testimoni, secondo i quali vi
sono stati attacchi a Jabaliya e a Beit lahiya, nel Nord, e nel
quartiere di Zeitun, a Gaza. A Jabaliya una stazione di rifornimento è
andata in fiamme. La tregua, inziata a mezzogiorno (ora italiana), si è
conclusa alle 15.
Massacro di civili palestinesi. L'Onu, intanto,
ha accusato Israele di un
gravissimo e deliberato massacro di civili nella Striscia di Gaza,
sulla base delle denunce ricevute da "numerosi" testimoni oculari:
stando dunque agli elementi in possesso dell'Ocha, l'Ufficio dell'Onu
per il Coordinamento degli Affari Umanitari, il 4 gennaio scorso
soldati dello Stato ebraico avrebbero costretto circa 110 palestinesi,
"la meta' dei quali erano bambini", a radunarsi in una casa
monofamiliare a Zeitoun, un quartiere del capoluogo dell'enclave,
ordinando loro di rimanere all'interno; ma 24 ore dopo la stessa
abitazione sarebbe stata ripetutamente bombardata. I morti sarebbero
stati come minimo trenta. L'agenzia umanitaria ha bollato l'episodio
come "uno dei piu' gravi" avvenuti dall'inizio dell'Operazione 'Piombo
Fuso', il 27 dicembre.
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