ROMA - È nuovamente tensione in Parlamento fra Gianfranco Fini e la maggioranza di centro - destra, dopo che il governo di Silvio Berlusconi ha annunciato stamane, tramite il ministro dei Rapporti con il Parlamento Elio vito, di voler porre la questione di fiducia sul Decreto legge anticrisi.
La dura critica del leader di An. Contro questa scelta si è scagliato senza mezze parole il presidente della Camera Gianfranco Fini. «Una cosa simile non si era mai vista. - Ha detto il leader di An - È la prima volta in tanti anni che la questione di fiducia viene posta dal rappresentante del governo in onore del lavoro della commissione, ed è anche la prima volta che sento dire che questo viene fatto in omaggio alla centralità del Parlamento». «Il rispetto della centralità del Parlamento e della sua funzione nel procedimento legislativo - ha ricordato - non si limita all'omaggio del lavoro fatto in commissione e non consiste nell'impedire ai deputati di pronunciarsi in Aula sul testo. In questo modo in realtà accade l'esatto opposto: il Parlamento, cioè, viene esautorato della sua funzione».
La replica del Cavaliere e la controreplica di Fini. Sorpreso per la netta presa di posizione del suo alleato, Berlusconi ha spiegato le ragioni della scelta del suo governo: «Abbiamo giudicato che la fiducia sul Decreto legge anticrisi fosse indispensabile», ha detto stizzito il Cavaliere. Non è tardata nemmeno la controreplica del leader di An Gianfranco Fini, che ha risposto al presidente del Consiglio: «La fiducia era certamente indispensabile, ma non per il Parlamento, bensì per problemi interni al centrodestra». Parole, quelle espresse dal leader di An, condivise dal Partito Democratico, che ha annunciato, attraverso il proprio capogruppo alla Camera Antonello Soro, di voler illustrare in aula i 10 emendamenti posti al Decreto legge. Prende invece le distanze da Fini il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, il quale lo ha accusato di «esprimersi bene a parole ma di stare zitto nei fatti».