Il sacerdote aveva 82 anni ed era originario di Cuneo

Kenya, ucciso padre Bertaina
Il missionario è stato soffocato

La vittima è stata aggredita in un istituto di filosofia di Nairobi, nel quartiere di Langata

16-01-2009 | Esteri | Paolo Camedda

Nairobi

ROMA - Un padre missionario italiano della Consolata, Giuseppe Bertaina, è stato ucciso stamani a Langata, quartiere povero di Nairobi, in Kenya, in quello che è sembrato un tentativo di rapina. A darne l'annuncio è stato il portavoce dei missionari della Consolata, padre Gigi Anatoloni.

La dinamica dell'omicidio. Secondo una prima ricostruzione dei fatti forniti dalla Misna, l'agenzia missionaria, due uomini sarebbero entrati nell'ufficio in cui lavorava il sacerdote, all'interno dell'istituto di Filosofia di Langata, con l'intenzione di derubarlo. Dopo averlo legato e picchiato, «gli avrebbero tappato la bocca, provocandone la morte per soffocamento».

Bertaina, una vita per le missioni. Padre Giuseppe Bertaina aveva 82 anni ed era originario di Cuneo. Ordinato sacerdote nel 1951, si trovava in Kenya da almeno quarant'anni e si è sempre occupato di scuole. Fra le altre opere che ha contribuito a realizzare c'è proprio l'istituto di Filosofia a Langata, nel quale studiano seminaristi e religiosi. Sulla sua morte si è espresso fra gli altri un altro sacerdote, padre Giulio Albanese, missionario comboniano e direttore della rivista "Popoli e Missione": «Quest'uccisione rappresenta un grave episodio di cronaca nera, una delle tante aggressioni che avvengono nella capitale, Nairobi, affollata da baraccopoli, dove le persone rubano per sbarcare il lunario. Padre Giuseppe era tra i missionari che hanno fondato la comunità cattolica in Kenya. Lo ricordo come una persona affabile, sempre al servizio degli ultimi, estremamente gentile e sorridente».

Non è la prima volta. Non si tratta della prima volta in cui un missionario viene aggredito in Kenya. Sempre secondo padre Albanese, direttore del Misna, «Gli episodi di questo tipo stanno crescendo in maniera esponenziale. Nairobi è una città sempre più pericolosa. Ci sono zone più tranquille e altre meno tranquille, ma le aggressioni possono avvenire ovunque».

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