Obama ad Al Arabiya:
«È il momento della pace»

Il presidente Usa intervistato dalla tv di Dubai
lancia segnali concilianti al mondo islamico

27-01-2009 | Esteri | Simone Callisto Manca

Obama

WASHINGTON: L'esordio in politica estera del presidente Usa Barack Obama non poteva essere più carico. Almeno a livello simbolico. Il leader americano ha infatti rilasciato un'intervista alla tv di Dubai Al Arabiya, spaziando dalla crisi in Medio Oriente alla situazione in Afghanistan e Pakistan, fino al rapporto con l'Iran. 

Medio Oriente: Durante l'intervista il presidente ha affrontato il nodo della pace tra israeliani e palestinesi, all'indomani della tregua (che proprio oggi scricchiola) tra lo Stato ebraico e Hamas dopo la crisi di Gaza. Obama ha rivendicato un approccio globale al problema, sostenendo che « è impossibile pensare solo in termini di conflitto tra Israele e palestinesi senza tener conto di ciò che accade in Siria, Iran, Libano, Afghanistan e Pakistan. Sono questioni collegate». Obama ha poi aggiunto che le due parti in causa dovranno  «prendere le loro decisioni» ma che  «entrambi devono capire che devono tornare al tavolo negoziale».

Iran: La discontinuità rispetto al suo predecessore George W. Bush è stata espressa da Obama anche riguardo alla questione Iran. Se la precedente Amministrazione repubblicana si era sempre rifiutata di parlare con il regime teocratico di Teheran, il nuovo Governo Usa non sembra pensarla così: «E' importante la nostra volontà di dialogo con l'Iran, per chiarire quali sono le nostre divergenze ma anche dove si possono trovare potenziali strade di progresso» ha sostenuto Obama, che si è anche autocitato, affermando che «se paesi come l'Iran vogliono sciogliere il proprio pugno, troveranno una mano tesa da parte nostra»".

Le reazioni dei telespettatori: Sul sito dell'emittente di Dubai, sono presenti alcuni voci critiche, che tacciano l'intervento del leader americano di «propaganda». Tuttavia, gli utenti hanno per la maggior parte apprezzato l'intervista del presidente degli Stati Uniti, arrivandolo a definirlo anche «Benedetto Hussein Obama» (in arabo Barack vuol dire proprio «il benedetto»).

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