E' stato protagonista della canzone italiana negli anni '60
E' morto Mino Reitano,
era malato da diversi anni
Aveva 64 anni. I funerali si svolgeranno domani ad Agrate Brianza. Il ricordo dei colleghi.
28-01-2009 | Spettacolo | Maria Grazia Pusceddu

MILANO - Se n'è andato la notte scorsa nella sua casa di Agrate Brianza, in provincia di Monza, il cantante Mino Reitano, 64 anni. Malato da due anni, era stato sottoposto a due interventi chirurgici, un anno e mezzo fa e lo scorso novembre. Ad assisterlo la moglie Patrizia e la figlia Giuseppina Elena che gli sono state vicine durante il lungo calvario.
I funerali del cantante, che lascia anche un'altra figlia, Grazia Benedetta, si svolgeranno domani alle 15 nella chiesa di Agrate Brianza.
I SUOI SUCCESSI - Nato a Fiumara, in provincia di Reggio Calabria, Reitano è stato un protagonista della canzone italiana degli anni '60 e '70. Giunto in Germania con i fratelli da emigrante, suona rock'n roll dove si ritrova ad Amburgo a dividere il palco con i Quarrymen che, tornati a Liverpool, diventeranno i Beatles. Diventa ricco e famoso negli anni del boom economico; partecipa prima a Castrocaro e nel '67 a Sanremo con un brano di Mogol e Battisti "Non prego per me". Raggiunge il grande successo nel 1968 con "Avevo un cuore che ti amava tanto" e "Una chitarra cento illusioni"; brani che gli valgono i primi posti nella hit parade e da cui proventi acquista un lotto di terreno ad Agrate Brianza dove costruisce «Reitanopoli», un ranch in piena Brianza in cui si stabilisce con la famiglia.
Nel 1971 vice un Disco per l'estate con "Era il tempo delle more". E' il suo periodo più felice, partecipa a tutti i festival più importanti, vende tantissimi dischi, è un protagonista fisso di Canzonissima, scrive pure canzoni per Mina e Ornella Vanoni.
Dopo un periodo di oscurità, negli anni '80, Mino Reitano diventa un personaggio della televisione italiana. Da quel momento ogni sua partecipazione al Festival di Sanremo, soprattutto quella del 1988 con "Italia", è stata nel segno della popolarità, anche se poi, proprio grazie a Sanremo, ha trovato altri ingaggi per programmi tv e tournee' per gli italiani all'estero.
IL RICORDO DEI COLLEGHI - Pippo Baudo ricorda con commozione il cantante: "Nonostante la sofferenza che durava da parecchi anni - sottolinea Baudo - Mino è stato fortunato, perché ha avuto dalla vita quello che voleva, passando dall'anonimato della provincia meridionale ai palcoscenici più importanti del mondo dello spettacolo, del quale è diventato a pieno titolo un protagonista".
Molto addolorato anche Little Tony per la scomparsa del cantante e amico, al quale era stato vicino in questi ultimi due anni di malattia: "Era un collega e un amico speciale, prezioso, da 40 anni. Ci siamo sentiti ogni settimana, io cercavo di incoraggiarlo in tutti i modi. Lui viveva la malattia con grande entusiasmo - aggiunge - mi diceva sempre che voleva fare un programma in cui io facevo Dean Martin e lui Frank Sinatra. L'anno scorso a Sanremo avrebbe voluto cantare in coppia con me, ma era già malato".
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