GERUSALEMME - Ancora plemiche dopo la revoca della scomunica del vescovo lefevbriano, Richard Williamson che nega la Shoa. Il rabbinato d'Israele, secondo quanto scrive il Jerusalem Post, ha rotto definitivamente i rapporti ufficiali con il Vaticano e ha anche cancellato l'incontro con la Commissione della Santa Sede per i rapporti con gli ebrei, in programma, a Roma, per il 2, 3 e 4 marzo.
La posizione del rabbinato. «Senza scuse pubbliche e una ritrattazione - si legge sul Jerusalem Post - sarà difficile continuare il dialogo». A dirlo è il direttore generale del rabbinato, Oded Weiner, in una lettera indirizzata al cardinale Walter Casper. Intanto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha chiesto al rabbinato di Israele di «riflettere sulla decisione alla luce delle parole pronunciate da Papa Benedetto XVI».
Il discorso del Papa. Il pontefice, infatti, al termine dell'udienza generale di oggi nell'Aula Paolo VI è tornato sulla delicata questione affermando che la violenza non deve «umiliare mai più la dignità dell'uomo». Benedetto XVI ha anche affermato che la Shoah deve «insegnare che solo il faticoso cammino dell'ascolto e del dialogo, dell'amore e del perdono, conduce i popoli, le culture e le religioni del mondo all'auspicato traguardo della fraternità e della pace nella verità».
Le reazioni. Riccardo Di Segni, il rabbino capo di Roma ha commentato le dichiarazioni del Pontefice definendole «necessarie e benvenute» e che contribuiscono a «chiarire molti equivoci sia sul negazionismo sia sul rispetto del Concilio».