Ahmadinejad: "Usa si scusino,
per interferenze interne"
Il presidente iraniano risponde all'apertura di Obama,
aperti al dialogo se cambio è reale
28-01-2009 | Esteri | Andrea Fagioli

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha chiesto oggi che gli Stati Uniti si scusino con la Repubblica islamica per le interferenze nella sua politica interna e per il suo appoggio all'Iraq di Saddam Hussein, durante la guerra tra Iran e Iraq (1980-1988). In risposta alle dichiarazioni del presidente statunitense Barack Obama, che in un'intervista alla tv saudita Al Arabiya aveva espresso la propria volontà di dialogare con Teheran, ha detto: "Chi parla di cambio deve chiedere scusa al popolo iraniano e provare a rimediare ai crimini commessi".
Aperti al dialogo se il cambio reale. "Noi accogliamo volentieri il cambio, ma la condizione fondamentale è che si inserisca nel giusto binario" ha detto il capo di Stato iraniano, che proprio oggi ha fatto sapere di volersi ricandidare alla guida del paese nelle elezioni di giugno. Ahmadinejad, che ha accusato gli Usa di soffocare l'economica iraniana fin dal 1979, anno in cui la rivoluzione di Khomeini ha deposto lo shah Reza Pahlavi e instaurato la Repubblica islamica, ha specificato che esistono due possibili cambiamenti. "Quando dicono di voler cambiare - ha detto riferito agli Stati Uniti - significa che questi cambi possono avvenire in due modi. Il primo è effettivo, reale, mentre il secondo è solo un cambio di tattica".
Obama: mano tesa all'Iran. Il neo-presidente statunitense Obama, che ha scelto simbolicamente proprio una televisione del mondo arabo per la prima intervista a un'emittente straniera dopo l'insediamento, ha dichiarato ieri che "se paesi come l'Iran vogliono sciogliere il proprio pugno, troveranno una mano tesa da parte nostra". Per dimostrare la discontinuità rispetto alla politica estera del suo predecessore, George W. Bush, Obama ha sottolineato l'importanza di arrivare a un dialogo diretto sul nucleare con Teheran "per chiarire quali sono le nostre divergenze ma anche per trovare potenziali strade di progresso".
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