Sciopero generale in Francia
Paese fermo contro la crisi

Contestate le riforme di Sarkozy
con più di duecento manifestazioni

29-01-2009 | Esteri |

stazione Parigi nord

PARIGI - Aria di crisi in Francia. Dalle 7 di stamattina, lo sciopero generale indetto dalle otto principali sigle sindacali contro la politica finanziaria di Nicolas Sarkozy ha quasi paralizzato il paese. Tra i settori più colpiti, istruzione, trasporti, ma anche banche e poste.

Traffico rallentato soprattutto sui treni regionali e nella periferia di Parigi dove solo il 35% dei convogli funzionano. Fermi anche buona parte dei dipendenti di France Telecom, delle Poste, dei medias, degli ospedali, dei tribunali e degli aeroporti con circa il 70% dei voli cancellati. Sciopero anche alla borsa parigina, dove una sessantina di lavoratori si sono riuniti per protestare. Protesta particolarmente seguita nelle scuole, contro i tagli annunciati dal governo Sarkozy.

Secondo le prime stime, sarebbero stati in 200 000 a manifestare a Marseille e in 100 000 a Bordeaux. Non si conosce ancora con certezza il numero di partecipanti alla manifestazione di Parigi, anche se i media parlano di 500 000 persone. Si vedono poliziotti in divisa, ma anche loro sfilano per protestare e non solo per sorvegliare.

Il presidente Sarkozy ha già annunciato di non voler rinunciare al programma di riforme del suo governo. In riunione a Chateauroux, il capo dell'Eliseo ha dichiarato di "essere stato eletto per guidare un paese di 65 milioni di abitanti" e di "voler fare in modo che si esca dalla crisi più forti".

"Se potessi chiudere questa boccacia, sarebbe come una vacanza". E' questa la risposta dei manifestanti al loro presidente, che qualche settimana fa aveva detto che ormai, quando c'è sciopero in Francia, non se ne accorge nessuno. Con il 75% dei francesi favorevoli a questa mobilitazione, sembra che stavolta se ne sia accorto quasi tutto il paese.

  • stazione Parigi nord

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