Dopo la concessione dell'asilo politico

Battisti: "Fuggii in Brasile
con l'aiuto degli 007 francesi"

L'ex terrorista racconta come lasciò la Francia dopo l'arresto

29-01-2009 | Cronaca | Daniele Giola

Cesare Battisti

Dietro la fuga in Brasile di Cesare Battisti ci sarebbe la mano dei servizi segreti francesi. Lo ha affermato, in un'intervista dal carcere al settimanale brasiliano Istoe, lo stesso ex terrorista fuggito dalla Francia per non essere estradato in Italia. Battisti ha raccontato di aver raggiunto la Spagna e poi il Portogallo in macchina. Da Lisbona è andato all'Isola di Madeira e in nave ha raggiunto le Canarie dove ha preso un aereo per Capo Verde e poi per Fortaleza.

 

Quanto alla decisione italiana di ritirare l'ambasciatore e ricorrere alle vie legali contro il Brasile, Battisti l'ha ritenuta "enorme, esagerata". "Io -  ha sottolineato - non sono questa persona così importante. Sono uno delle migliaia di militanti italiani degli anni '70.  Non ho mai ammazzato nessuno - ha assicurato -. Non stato un militante militare in nessuna organizzazione. Uscii dai Pac (Proletari Armati per il Comunismo) nel maggio del 1978, dopo la morte di Aldo Moro".

 

"E' triste quello che sta facendo Alberto Torregiani - ha detto poi del figlio del gioielliere Pierluigi Torregiani, costretto su una sedia a rotelle per colpa di un attentato dei Pac -.  Lui sa che io non ho niente a che vedere con tutto questo. Perché ci siamo scambiati delle lettere. Una corrispondenza di amicizia, sincerità e rispetto. Ma lui, visto che possono togliergli la pensione, soffre pressioni da parte del governo italiano".

 

"Io continuo ad essere un comunista vero -  ha continuato Battisti. Non nel senso partitico. Le mie idee non sono cambiate, ma la lotta armata è stata un errore e io non ho mai sparato a nessuno sebbene abbia usato armi in operazioni per il finanziamento delle organizzazioni".

 

Intanto, il caso Battisti inizia a provocare dure reazioni della comunità italiana residente in Brasile. Secondo l'agenzia Ansa i rappresentanti del nostro Paese, in una nota congiunta, si sono dichiarati "indignati e profondamente colpiti" dalla concessione dell'asilo all'ex terrorista presa dal ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, e hanno chiesto alle autorità locali che "questa decisione, presa forse affrettatamente, venga revocata, mantenendo e rafforzando così i principi di amicizia e collaborazione democratica esistente tra i due Paesi".

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