ROMA: Il governo cerca di fronteggiare la crisi dell'auto. Gli incentivi dovrebbero partire tra dieci giorni, oltre a un bonus sull'acquisto di auto elettriche o ibride. Intanto la Toyota annuncia il ritiro di 1.350.000 auto in tutto il mondo (circa 100.000 mila le Yaris interessate in Italia) per difetti alla cintura di sicurezza e al tubo di scarico.
Le mosse dell'esecutivo. Il settore automobilistico rischia la paralisi, e il governo tenta di correre ai ripari. Le prime indiscrezioni venute fuori dal tavolo tecnico riunitosi ieri a Palazzo Chigi parlano di incentivi che partiranno tra dieci giorni. Saranno realizzati con decreto legge e avranno esecuzione immediata. Oltre all' "ossigeno" a un settore in crisi come quello dell'auto, le mosse del governo puntano a favorire anche il risparmio energetico e i carburanti alternativi, oltre al trasporto pubblico.
Avrà un bonus di 1500 euro chi acquisterà una vettura Euro4 o Euro5, quelle cioè che hanno un livello di emissione minore. Riceveranno quest'incentivo anche gli acquirenti di auto elettriche o ibride con emissione di anidride carbonica di non oltre 140 g/km.
Aiuti della stessa entità andranno anche a chi rottama un'auto immatricolata entro il 31 dicembre del 1997 (con esenzione dal pagamento del bollo da uno a tre anni se la vettura è stata immatricolata prima del 1992) e a chi contestualmente, oltre alla rottamazione, stipulerà un contratto annuale di car sharing o a un abbonamento annuale ai mezzi pubblici.
Le reazioni. Le associazioni che rappresentano concessionari, importatori e case automobilistiche italiane non sembrano troppo contente. Chiedevano infatti un'estensione degli incentivi alla rottamazione anche alle auto immatricolate tra il 1997 e il 2001. Il governo ha puntato invece a restringere l'ampiezza dell'incentivo ma ad aumentarne l'entità, anche per non perdere troppo terreno rispetto agli altri paesi europei (in Germania il governo dà aiuti di 2500 euro).
Tuttavia, il mercato dell'auto è in forte crisi oltre che per la difficile congiuntura economica internazionale anche per l'aspettativa creata dagli annunci intorno agli incentivi. Ieri il segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni, aveva chiesto a Sassari di «smettere la politica degli annunci e dare gli incentivi che il settore chiede, perchè in attesa degli aiuti nessuno sta più comprando automobili».
Il caso Toyota. La casa giapponese è in forte imbarazzo dopo l'annuncio che 1.350.000 auto in tutto il mondo (in Italia sono circa 100.000 le Yaris interessate, ) saranno ritirate quanto prima dal mercato e «riparate a spese dell'azienda, mentre i proprietari saranno avvisati singolarmente». Si tratta di vetture costruite tra gennaio 2005 e aprile 2008 e hanno problemi alle cinture di sicurezza e al tubo di scappamento. In pratica, in caso di incidente, le cinture avrebbero potuto provocare surriscaldamento e incendi di alcuni strati di gommapiuma isolante, mentre il tubo di scappamento sarebbe stato in pericolo di rottura a causa del forte calore del gas in uscita. Le auto - ha annunciato la Toyota - «saranno tutte riparate a spese dell'azienda». Le Yaris che saranno ritirate in Italia sono state costruite tra giugno 2006 e aprile 2007.