È durata poche ore la fuga di Angelo Mele, il presunto assassino di Diego Loi, l'allevatore di Macomer ucciso all'alba di stamattina mentre si recava nel suo ovile. Mele, 42 anni, è stato arrestato e sottoposto ad interrogatorio da parte degli inquirenti. All'origine del gesto ci sarebbero anni di litigi per futili motivi con il vicino di pascolo. Questioni di abusi, offese e presunti sconfinamenti dei rispettivi greggi di pecore.
Secondo la ricostruzione dei fatti Diego Loi, come ogni giorno, ha preso l'auto per recarsi a controllare il bestiame, nel pascolo della località "Su Cantareddu". In macchina con lui viaggiava Costantino, il figlio ventenne. A poche centinaia di metri dall'ingresso dell'ovile è stato affiancato da Angelo Mele che lo aspettava alla guida di un trattore. Ostruendo la strada con il mezzo agricolo Mele ha costretto Loi a fermarsi. I due uomini si sono affrontati e Mele, che secondo la testimonianza di Costantino Loi impugnava già una pistola, ha esploso un unico colpo che ha raggiunto Diego Loi al cuore. Mele si è poi dato alla fuga ancora alla guida del trattore mentre il figlio di Loi ha immediatamente chiamato il 113 con un telefonino. Da Macomer sono partiti i soccorsi ma per Diego Loi non c'è stato scampo. Il proiettile nel cuore gli è stato fatale.
Secondo la versione di Mele pare invece che sia stato Loi a puntare per primo un'arma, una pistola "scacciacani" incapace di sparare e offendere. A quel punto, vistosi minacciato, Mele avrebbe sparato con la sua pistola calibro 7.65 legalmente detenuta. Angelo Mele si trova ora rinchiuso nel carcere di Nuoro con l'accusa di omicidio aggravato. Quello di oggi è il primo omicidio del provincia di Nuoro.