Napoli - Stanato a Santo Domingo dopo due anni di latitanza. Ieri sera gli uomini della guardia di finanza di Napoli hanno arrestato Ciro Mazzarella, figlio del boss Gennaro, attuale reggente del clan attivo nella zona centrale di Napoli. L'uomo, 38 anni, era inserito nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia. Le indagini, coordinate dal pm della Direzione investigativa antimafia napoletana, Sergio Amato, hanno visto la collaborazione tra i finanzieri di Napoli e l'Interpol.
La latitanza. Mazzarella era latitante dal 25 novembre 2006, quando fu destinatario di un decreto di fermo insieme al fratello Francesco e ad altri 17 indagati. Un'operazione che annientò i vertici del clan e che, nel febbraio 2007, colpì direttamente il padre, Gennaro. Mazzarella era fuggito prima in Colombia e poi in Costarica, prima di trasferirsi a Santo Domingo da dove, secondo le indagini, continuava a coordinare a distanza le attività criminali del clan. Ciro è imputato insieme al padre e al fratello (già detenuto in regime di 41 bis) come esponente dell'omonimo sodalizio criminale.
La cattura. Gli uomini della guardia di finanza di Napoli lo hanno seguito all'uscita dalla sua lussuosa residenza in Avenida José Contreras, mentre si recava in un famoso locale notturno dell'isola caraibica. Al momento del fermo, Mazzarella ha mostrato agli uomini del Gico e alla polizia locale un passaporto falso, intestato a Maurizio Perugino, anche lui indagato dalla Dda della procura di Napoli in relazione al traffico di stupefacenti in città. In seguito la polizia dominicana ha verificato tutti gli elementi forniti dalla guardia di finanza di Napoli, identificandolo e arrestandolo. Mazzarella sarà trasferito oggi in Italia.