Sono le 20.10 di lunedì 9 febbraio quando, in un clima di suggestione generale, si apprende della morte di Eluana Englaro. La donna, in stato vegetativo permanente da diciassette anni, era stata trasferita alla clinica La Quiete di Udine dove da tre giorni le erano state sospese alimentazione e idratazione. La morte è avvenuta proprio mentre al Senato si stava discutendo del ddl che ne vietava lo stop. In precedenza il presidente della Repubblica non aveva firmato il decreto legge varato d'urgenza dal Governo.
Queste le reazioni alla notizia della morte:
Il capo dello Stato Giorgio Napolitano invita al silenzio e alla riflessione. "Dinanzi all'epilogo di una lunga tragica vicenda, il silenzio che un naturale rispetto umano esige da tutti può lasciare spazio solo a un sentimento di profonda partecipazione al dolore dei familiari e di quanti sono stati vicini alla povera Eluana".
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non nasconde l'amarezza. "E' grande il rammarico che sia stata resa impossibile l'azione del governo per salvare una vita".
Il segretario del Pd Walter Veltroni allontana le speculazioni."Il nostro primo pensiero va a lei, alla sua famiglia che da 17 anni condivide amore e dolore. Ora credo che la riflessione e il silenzio siano le uniche reazioni umane davanti a quello che è successo"
Il Vaticano per voce del cardinal Javier Lozano Barragan rivendica i suoi principi. "Che il signore l'accolga e perdoni chi l'ha portata a questo punto. Se l'intervento umano si fosse rivelato decisivo per la morte di Eluana continuerei a ritenerlo un delitto".
Il padre Beppino: "Non voglio dire niente, voglio soltanto stare solo". Englaro ha solo ricordato le parole di Eluana, quando nel pieno della giovinezza diceva che "la morte fa parte della vita".